aprile 2017
BERE UNA BOTTIGLIA D'ACQUA MINERALE CAUSA LA PRODUZIONE DI 335 GRAMMI DI GAS SERRA
"Se consumassimo solo acqua in bottiglia, contribuiremmo per un 4% all’effetto serra nel nostro Paese".

Lo spiegano i ricercatori dell’Università di Siena, che sottolineano la strettissima connessione fra usi di acqua e di energia, in una serie di studi che, da anni, indagano l’interdipendenza fra i sistemi delle risorse naturali a livello globale.

“Assumere 1,5 litri di acqua del rubinetto, rispetto alla stessa quantità da una bottiglia di plastica, consente di evitare l’emissione di circa 335 grammi di gas responsabili dell’effetto serra” – dice il professor Simone Bastianoni, del dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente dell’Ateneo senese.

“Se consideriamo che in media si bevono circa 3 litri di acqua al giorno, pari a 2 bottiglie, il risparmio annuale di anidride carbonica ammonta a quasi 0,25 tonnellate di gas serra. Dato che un italiano in media produce 6,4 tonnellate di gas serra ogni anno, ecco che bevendo solo acqua imbottigliata si causerebbe circa il 4% dell’effetto serra”.

Stime teoriche che non sono così lontane dalla realtà, visto che i dati ci classificano primi in Europa per il consumo di acqua minerale, e tra i primi paesi al mondo.

Sulla base di questi studi, l’Università di Siena promuove tra i suoi studenti, docenti e dipendenti l’utilizzo di acqua del rubinetto, tra le varie attività di promozione della sostenibilità e di rispetto ambientale.

Dopo una ricognizione del consumo idrico nelle varie sedi dell’Ateneo, in ogni plesso si stanno istallando distributori per l'erogazione dell'acqua diretta potabile, incentivandone il consumo in alternativa all'acqua in bottiglia.

Assumendo una popolazione universitaria di circa 10.000 persone che ogni giorno, per 300 giorni di apertura annuale dell’ateneo, bevono circa un litro d’acqua in bottiglia, i ricercatori calcolano che si risparmierebbero circa 675 tonnellate di gas serra, che corrispondono alle emissioni annuali di 100 italiani, se queste persone si convertissero a bere l’acqua dai distributori.


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Simona Piselli - Università di Siena - Ufficio stampa

 
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