aprile 2017
WATERSEER, UN POZZO (QUASI) MAGICO
foto Ogni giorno diciottomila persone rischiano di morire di sete, in quanto sul nostro pianeta l’acqua dolce potabile rappresenta solo lo 0,75% del totale.
Una persona su tre non vi ha accesso, una su cinque vive in territori dove scarseggia, ma forse il lavoro di un gruppo di studenti della Università di Berkeley potrà presto dare una risposta semplice e poco costosa a questo immane problema.

Questo dispositivo, un pozzo con turbina eolica chiamato waterseer, è uno strumento che utilizza la condensazione dell'aria per produrre acqua potabile: di fatto è una una normale turbina eolica, di piccole dimensioni, con le pale che girano verso l'interno in modo da incamerare aria.

E’ semplicemente costituito da un tubo infisso nel terreno, con un recipiente metallico sotterraneo ed un piccolo mulino a vento che fuoriesce dal terreno per circa un metro e mezzo.
Le pale del mulino, mosse dalle naturali correnti d’aria esterne, attivano un sistema di ventilazione interna, che cattura l’aria e la spinge in basso, verso un serbatoio di contenimento sotterraneo.
L’aria una volta giunta nel serbatorio viene raffreddata dalla differenza di temperatura tra suolo e sottosuolo, quindi l’aria si separa dal vapore acqueo, che va a depositarsi sulle pareti del serbatoio e poi cola e si accumula sul fondo.

Il serbatoio diviene, di fatto, un pozzo artificiale dal quale le persone possono estrarre l’acqua utilizzando una semplice pompa idraulica manuale.
Il modulo – prototipo, di piccole dimensioni, è perciò un sistema economico e sostenibile, che può produrre, ogni giorno, fino a 40 litri al giorno.

Essendo un modulo, può essere replicato quante volte si voglia per rispondere alle esigenze della comunità di riferimento.
Il costo per l’acquisto è stimato in 134 dollari, ma si raddoppia in quanto è intenzione di Indegogo finanziare l’acquisto di un secondo da destinare ai paesi ove l’acqua scarseggia.

Tutto è pronto per la produzione in serie: il progetto è stato autorevolmente validato, le risorse ci sono, molte organizzazioni internazionali hanno dichiarato il loro interesse e tutto lascia pensare che la sua utilizzazione possa interessare, come già detto, le realtà locali ove l’acqua scarsegga, ma anche chi, collocandola nel proprio campo o giardino voglia dare un contributo alla migliore gestione dell’acqua dolce.

Rimane il problema legato al fatto che questa acqua essendo prodotta dalla distillazione risulta priva di Sali minerali e quindi inadatta al prolungato uso umano: l’acqua distillata infatti se consumata con continuità avrà come primo effetto la mancata fornitura di Sali, sodio e potassio in primis, nell’organismo.
In tal caso si rende perciò necessario compensare con una alimentazione ricca di Sali minerali quali sodio, potassio e cloro e sali oligominerali, in modo da sopperire a questa carenza.

E’ quindo necessario che l’impianto della Waterseer si accompagni a tecniche di postproduzione che sopperiscano a questa mancanza.
Si ricorda che lo stesso fa la natura con quella che noi chiamiamo “ acqua minerale naturale” che raccolta industrialmente e commercializzata, non è altro che l’acqua che ha percorso il cosiddetto ciclo dell’acqua ovvero Il sole fa evaporare l’acqua dai mari e dai corsi superficiali, questa poi si condensa e ricade sulla terra attraverso la pioggia e le altre forme di precipitazioni.

L’acqua caduta sul terreno poi si infiltra nel sottosuolo e tra le rocce, alimentando le falde idriche e diventando in alcuni casi, acqua minerale naturale in quanto si deposita tra rocce e materiali porosi sciolti quali ghiaie e sabbie: è qui che si depura e si arricchisce di Sali minerali e gas.




Fonti:
design.fanpage.it
tizianabeghin.eu
Jacoporanieri.com
www.youtube.com
Sergio Saladini

 
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