maggio 2017
I LIMONI
I limoni foto
(Eugenio Montale, 1925 - da Ossi di seppia)

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.



Le origini di provenienza della pianta di limoni è incerta, si pensa che i primi luoghi in cui sia cresciuta siano la regione indiana dell'Assam, il nord della Birmania e la Cina, dove sembra venisse coltivata già prima della dinastia Song.

Anche gli antichi romani conoscevano già i limoni. Infatti le raffigurazioni dei limoni si trovano in alcuni mosaici a Cartagine e negli affreschi di Pompei, anche se secondo alcuni studiosi è possibile che gli autori di tali opere avrebbero semplicemente importato tali agrumi o li avrebbero visti nei loro paesi di origine. In seguito si diffuse sia in Persia che in Iraq e in Egitto.

Il nome"limone" deriva dal termine persiano che si pronuncia l?m?, che indica genericamente gli agrumi. La sua diffusione in Italia sembra si debba soprattutto agli arabi e alle conquiste delle crociate.
Secondo alcuni eruditi greci in onore delle nozze di Giove e Giunone sarebbero stati prodotti dalla Terra i limoni; il loro color oro farebbe identificare i limoni con i pomi d’oro custoditi dalle Esperidi nel loro mitico giardino.

L'albero del limone può raggiungere un'altezza di 6 metri. Secondo alcuni studiosi è un ibrido naturale: tra il cedro (Citrus medica) e il lime (Citrus aurantifolia).
Solitamente i limoni si coltivano per la produzione di frutti ma la pianta può essere coltivata in vaso a scopo ornamentale.

L'albero ha un portamento aperto ed i rami sono normalmente spinosi. I germogli e i petali sono bianchi e violetti e i fiori hanno un dolce profumo. Il limone è una specie rifiorente.
Con un clima favorevole, la pianta può fiorire e fruttificare due volte in un anno. La fioritura dura almeno due mesi e il frutto maturo può attendere altri due mesi sull'albero prima di venir colto.

La fioritura primaverile produce i frutti migliori, la cui raccolta dura poi tutto l'inverno, da novembre ad aprile/maggio. La seconda fioritura, a volte forzata nelle piantagioni commerciali, avviene in agosto e settembre, i frutti si possono raccogliere da maggio in poi, subito dopo quelli invernali. In condizioni favorevoli, un albero adulto può produrre da 600 a 800 frutti all'anno.

La prima coltivazione di limoni in Europa è stata avviata in Sicilia, dopo il X secolo e più tardi a Genova (a metà del XV secolo). La coltivazione avviene in aree con una temperatura fra i 12 e i 38 °C (Sicilia, Campania e Calabria) e non oltre i 200-300 m di altitudine; i limoni fruttificano dopo quattro o cinque anni in quantità crescente fino al quindicesimo anno (ma esistono esemplari di ottant’anni), dando da 200 a 600 frutti.

Oggi la produzione italiana annua di limoni è di poco inferiore alle 600 tonnellate. La Sicilia è il più importante produttore di limoni dell’area mediterranea. Dalla metà degli anni ottanta l'importanza economica della coltivazione del limone è in fase di forte decremento.
Il paese maggior produttore di limoni è l'India con il 16% della produzione mondiale di limone e lime, subito seguita da Messico e Argentina .
A differenza degli altri agrumi, i limoni possono maturare anche staccati dalla pianta. Infatti spesso vengono staccati, manipolati e spediti ancora verdi, protetti da un trattamento fungicida e da un'inceratura.

Nella pittura i limoni vengono spesso ritratti, come per esempio sullo sfondo dell’Ultima Cena dipinta da Domenico Ghirlandaio nel refettorio del convento di San Marco a Venezia o
nella Scena Mitologica dipinta da Dosso Dossi nel 1524.
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Nell'opere di Bartolomeo Bimbi il limone trova la massima espressione nelle opere di natura morta. Tra la fine del seicento e i primi del settecento il pittore collabora con il granduca di Toscana e sotto sua richiesta elabora quattro grandi tele raffiguranti 112 varietà di agrumi, ora esposte al Museo della Natura morta a Caiano.

Il Bimbi dipinge anche dei quadri dove raffigura degli esemplari di limoni dalle forme strane e irregolari, tra cui la Bizzaria. (Citrus aurantium “Bizzaria” il nome deriva dall’aspetto inconsueto della sua buccia bitorzoluta. Si tratta di un agrume unico che, pur avendo i caratteri genetici dell’arancio amaro, si presenta come tre specie diverse di agrumi: arancio amaro, cedro e limone, contenuti contemporaneamente nello stesso frutto di colore giallo, arancione e verde.)
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fonti:
www.albanesi.it
www.agraria.org
it.wikipedia.org
Anna Zacchetti

 
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