dicembre 2017
LA ROSA
Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo.(Mahatma Gandhi)
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La rosa ha numerosissime specie e varietà che traggono la loro origine in Europa ed Asia. Sono diffuse soprattutto nelle zone dell’emisfero boreale, per via del clima temperato e in quelle dell’Oceano Pacifico. La rosa, a seconda della specie e della varietà, può avere un’altezza che varia dai venti centimetri a molti metri; infatti può essere un cespuglio, oppure svilupparsi come rampicante, strisciante, ad arbusto a fiori grandi ecc.
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Oggi, tutte le varietà di rosa che ci sono in Italia vengono importate dalla Francia e dall' Olanda. La rosa viene coltivata soprattutto nelle serre perché è molto sensibile alle temperature notturne. Le rose che troviamo oggi in commercio sono tutte il risultato di incroci tra varietà europee e quelle dell’estremo oriente, rispettivamente le più note sono la Rosa Canina e la Rosa Multiflora.

Le rose da giardino si possono suddividere per il portamento (per esempio, rose arbustive, rampicanti, tappezzanti) e per l'ascendenza (tea, ibridi di tea, ibridi di rubiginosa). Questi gruppi non sono sempre ben definiti e spesso si sovrappongono, tuttavia hanno una valenza pratica. Altra suddivisione utile seppur arbitraria, è quella tra le rose antiche e le rose moderne.
La presenza delle rose sulla terra la si può far riferire alla scoperta di alcuni reperti fossili trovati negli Stati Uniti, nell’Oregon e nel Colorado. Essi testimoniano la comparsa delle rose a circa 40 milioni di anni fa. Anche se fino ad oggi, nessuno di quei fossili presenta l’impronta dei petali ma in quei reperti si trovano foglie complete, singole foglioline, rametti con aculei appartenenti al genere Rosa.

Si può anche presumere che le rose di epoche preistoriche, al pari delle rose botaniche di oggi, avessero fiori semplici, cioè con cinque petali. Dopo milioni di anni in cui non compaiono testimonianze sulla presenza della rosa, sono stati ritrovati molti elementi floreali, tra cui le rose, con gli scavi per il Palazzo di Minosse a Creta, risalente a circa 4000 anni fa.

Omero nell'Iliade scrive che il corpo di Ettore prima della sepoltura venne unto con balsami di rose; questo riferimento fa presumere che durante la guerra di Troia (1200 a.C.?) esistessero già coltivazioni in grado di fornire una grande quantità di petali.
In epoca romana le rose erano molto diffuse e utilizzate nella vita di ogni giorno: infatti si usava fare corone e ghirlande per i convitati dei pranzi e per i festini importanti, venivano regalate alla donna amata o anche posate sulle tombe. I petali venivano utilizzati per preparare la Patina de rosis (Torta di rose), ed infine si beveva un vino profumato con petali di rosa.

Per i Greci la rosa era il simbolo della gioia oltre che della bellezza e dell'amore: era il simbolo della dea Afrodite.
La poetessa Saffo, che prediligeva tutto ciò che era delicato e la rosa era il suo fiore preferito, scrisse la composizione “Le rose della Pieria” identificano la sua poesia con la rosa.
Nel Medioevo la rosa era il fiore preferito dalle streghe, perché con le sue spine poteva procurare il male, ma era anche il fiore prediletto dalle fate che la usavano come simbolo di felicità e benessere per le persone buone.
Come nel mondo cattolico la rosa simboleggia il sangue del Cristo, così in quello islamico rappresenta il sangue di Maometto.
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La rosa accompagna la trama di tante fiabe di cui la favola più celebre è La bella addormentata nel bosco, che è stata pubblicata nel 1696 dal romanziere francese Charles Perrault. In questa storia si racconta che, a causa di un maleficio, la protagonista, una giovane principessa, cade in un sonno profondo. Il castello dove lei si trova è protetto da intricatissimi cespugli di rose, con spine così pungenti che nessuno sarebbe stato in grado di oltrepassare, ad eccezione di chi avesse dimostrato grande coraggio. Dopo cento anni, un principe accompagnato dalla sua scorta reale, si diresse deciso verso quell’altissimo mucchio di rovi liberando la principessa.
Anche nella famosa fiaba La Bella e la Bestia, è una semplice rosa che la bimba Belinda richiede a suo padre prima che costui inizi un lungo viaggio, mentre le due sorelle maggiori avevano preteso gioielli.

Alcuni considerano che la rosa contemporanea più bella sia quella creata dal francese Meilland, chiamata ‘Pierre de Ronsard’ , dalle ricche corolle piene di petali bianco-rosati.
Famosa è anche la rosa di Damasco, profumatissimo e ad antichissimo fiore non più coltivato in Siria a causa della guerra ma ora in Bulgaria, Francia e Marocco dove i suoi petali vengono ampiamente usati nell'industria cosmetica.





Era sbocciata la rosa
alla luce del mattino,
così rossa di tenero sangue
che la rugiada si scostava;
così accesa sullo stelo
che la brezza si bruciava.
E che alta! E come splende!
Era tutta sbocciata!

(Federico García Lorca)



(foto naturalistiche Anna Zacchetti)

Fonti:
giardinaggio.net
rivistadiagraria.org
lerosediregina.it
neifatti.it

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Anna Zacchetti

 
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