gennaio 2018
RICORDIAMOCI: GARIBALDI, O LA REVISIONE DEL RISORGIMENTO
Sappiamo che il potere e gli storici del primo secolo successivo a tutti gli eventi, hanno raccontato storie edificanti piene di eroismo, saggezza, dio, patria e famiglia. Con il risorgimento hanno esagerato, Garibaldi è un buon esempio. L’eroe dei due mondi, in Sudamerica capitanò una nave che portava guano in Cina e cinesi in America, per raccogliere il guano, visto che, dopo l’abolizione della schiavitù, nessuno voleva più farlo. Teneva i capelli lunghi sulle orecchie perché gli avevano tagliato un lobo dell’orecchio sinistro in Perù, forse un intero padiglione, come si faceva ai ladri di cavalli. Anche gli eroi si devono arrangiare.
Portato in Italia e usato dai Savoia per le guerre d’indipendenza e la spedizione dei Mille. Ma chi ha messo i soldi per navi, armi, vettovaglie, munizioni?

Nel 1831 Cavour indebitò il Piemonte con James de Rothschild, e per pagare i debiti si fece aiutare da Carlo de Rothschild con ulteriori prestiti di 180 mila scudi l’anno. In questo modo il Piemonte e Cavour furono presto nelle mani dei Rothschild. Questo fu un primo passo fondamentale per arrivare all’ unione dell’ Italia con la forza e decisa dai Rothschild stessi attraverso i “burattini” Garibaldi, Cavour, Mazzini, Bixio, etc.[fonte:Daniela Felisini, «Le finanze pontificie e i Rothschild», Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1991]

La situazione debitoria rimane, aggravata dalle guerre d’indipendenza. Pagare i debiti di guerra con le tasse raccolte nei nuovi territori, richiede tempo, troppo lungo per i banchieri privati. Il debito contratto per la guerra di Crimea, nel 1855, fu saldato nel 1898.
Tornando ai Mille, il debito dei due regni era paria a:
- debito pubblico del Regno di Napoli 411.475.000 lire
- debito pubblico del Regno di Piemonte 1.121.430.000 lire
Quasi un rapporto di 1 a 3.

Il regno di Sardegna emetteva carta moneta, già svalutata di 1 a 3 con l’oro, il regno delle due Sicilie emetteva monete d’oro e d’argento. Ecco dove trovare l’oro per pagare, in parte, i Rothschild. Per garantire che i soldi arrivassero a Londra, la flotta inglese nel Mediterraneo, seguì e protesse viaggio e sbarco di Garibaldi. Qualcuno disse che Garibaldi corrompeva gli ufficiali borbonici, ma storicamente pare poco rilevante. Più importante la promessa di libertà e terra ai contadini, che G. fece e, ovviamente, non mantenne.

Il guerriero, combatté in Sicilia battaglie di modesta entità; nella prima importante, sul Volturno, arrivò l’esercito piemontese.
Al Banco di Napoli ed al Banco di Sicilia fu impedito di emettere obbligazioni perché, ricche com’erano, avrebbero controllato l’economia italiana. L’oro e l’argento sparirono ma, attraverso la Banca Sella, arrivarono ai Rothschild.
Garibaldi si ritirò, lautamente compensato, scrisse autobiografia e romanzi, dal discutibile valore letterario. Proudhon disse di lui: “tanto cuore e niente cervello”.
Folco de Polzer

 
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