febbraio 2018
RIFLESSIONI DI UNA NOSTRA LETTRICE SUI SACCHETTI BIO.
Alla faccia della polemica sui sacchetti biodegradabili, in Inghilterra si pensa di "tassare" i bicchieri del caffè take away.
Sapete che c'è? A me, francamente, non me ne frega un tubo se voi non avete sensibilità ambientale.

Non mi importa se volete portarvi il sacchetto fatto col petrolio da casa per imbustare una zucchina per volta. Non mi interessa se utilizzate cialde per il caffè non biodegradabili e se non smaltite correttamente il poliaccoppiato, o se buttate gli elettrodomestici rotti nel bosco.

Non mi importa nemmeno se vi ammalate per l'acqua che avete inquinato col Lenor o col Dash o con tutti gli altri detersivi ammazzafalda e ammazzapesci che utilizzate per rendere le vostre case più "profumose". O se vi vengono malattie respiratorie o chissà che altro perché le vostre caldaie fanno schifo e non vi va di acquistare energia prodotta da fonti rinnovabili (cosa ideale, se si vive in un condominio). O se in estate sparate il condizionatore a 18 gradi e in inverno i termosifoni a 32° se vi sfondate di carne piena di antibiotici o di vegetali inzuppati nei pesticidi.

Non me ne frega veramente nulla.
POTETE FARE TUTTO QUELLO CHE VI PARE.

Il fatto è che se vi ammalate voi, mi ammalo pure io e si ammalano pure i miei cari. E a me - porca di quella pupazza - non sta bene.

Se buttate la spazzatura nel bosco e il bosco fa schifo, fa schifo pure per me. Se la spiaggia è piena di mozziconi, li calpesto io, e a me fa schifo.

Se l'acqua o l'aria sono nocive, se muoiono i pesci a causa delle microplastiche che si sono mangiati, se si estinguono le api (e questo vorrebbe dire dimenticarsi dell'80 per cento dei cibi che consumiamo), se il cibo è contaminato, non vale solo per voi, vale pure per me.

Cioè, io devo vivere in un ambiente che fa schifo e rischiare ogni genere di malattia per colpa vostra. Perché voi non avete sensibilità ambientale. Perché non ve ne frega di sopravvivere al riscaldamento globale. Perché non ve ne frega dell'acidificazione e dell'innalzamento dei mari, della siccità, delle ondate di calore, della sparizione dei ghiacciai.

Perché è tutto un "gombloddho", giusto? Gli scienziati dell'IPCC sono dei cretini, si sono sbagliati sugli scenari del 2100 e in fondo ha ragione Trump, no?
Ecco, è questo, quello che fa incavolare come bisce noi ambientalisti.

Non il fatto che non facciate "quello che vogliamo noi". Non che esercitiate la vostra sacrosanta libertà di fare quello che vi pare, per carità. No!
Ma che, comportandovi così, ci condanniate tutti a morte, da qui a fine secolo. A una morte brutta, dolorosa, piena di guerre, odio, povertà e malattie. E grazie al cavolo.
E' questo che ci fa incavolare. Che ci consideriate dei fissati, degli hippy tutti peace and love, e che non vi rendiate conto che a noi, di voi, non ce ne frega niente. NIENTE. Vogliamo solo salvarci le chiappe. Ma per farlo - ahimè - abbiamo bisogno che abbiate una sana voglia di salvarvele pure voi. E invece no. A voi non frega di morire male.

Ma perché? Perché non ve ne frega di ammalarvi per cause ambientali e di morire male, perché?

Questo ci fa incavolare. Che ci costringiate a morire male pure noi perché vi fa più comodo non leggere, non informarvi, non spendere pochi centesimi laddove richiesto, non impegnarvi in piccole azioni che potrebbero migliorare la vostra vita e, di riflesso, la nostra.
La verità è che gli ambientalisti sono la categoria più egoista del pianeta.

Perché vogliamo sopravvivere. Vogliamo sopravvivere noi e - ci chiediamo ancora perché - far sopravvivere la specie.
E voi fate DI TUTTO per ostacolarci. Però è questo che non vi è chiaro: se noi fastidiosi rompipalle moriamo, siete morti pure voi.
A me non pare una prospettiva allettante.

Poi fate voi. Come al solito, eserciterete la vostra sacrosanta libertà.
Chiara Boracchi (da facebook)

 
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