marzo 2018
ZINO PENSIERO: "Narrar citando": cuore e libri
Alla fine, i grandi scrittori, prima di essere tali, sono stati dei grandi lettori. La lettura, infatti, consente una profonda e duratura acquisizione dei riferimenti formali e di contenuto; inoltre produce l’affinamento delle componenti stilistiche e sviluppa l’attitudine ad inventare: il leggere come base ed esercizio fondamentale dello scrivere. In tutti gli scrittori, se tali possono essere definiti, il leggere e anche il tradurre costituiscono un tirocinio intenso e fondativo.

Lo Zibaldone di Giacomo Leopardi rappresenta un enorme monumento di tutto l’armamentario di letture e di confronto ideologico fatto dallo scrittore: un cimento continuo con i testi da parte della intelligenza e del cuore del poeta. L’antagonismo intellettuale della stessa scrittura dello Zibaldone, operato dal poeta recanatese in linea o in contrasto con i testi appena letti o tradotti, è una testimonianza di questa faticosa, interminabile, raffinata operazione di assimilazione e di originale creatività.

“Leggere/scrivere; leggere per scrivere”: le letture alla fine diventano una sorta di filtro permeabile ai propri sentimenti e possono diventare col tempo, oltre che filtro, anche una protesi metaforica. L’attitudine naturale al sentimento, con il filtro della pagina scritta, che è stata assimilata, diventa uno strumento indispensabile della propria mentalità, del modo stesso di esprimere i sentimenti e le riflessioni.

“Una scontentezza confusa, per questa maledizione sua di corrompere ogni volta con un ricordo di libri il primo impulso del cuore”. (G. Bufalino , Calende greche, introduzione di Giuseppe Traina, Un trenino del ‘36).
Bufalino, nel momento in cui fa riferimento alla “maledizione” e al “corrompere” indica forse un aspetto deleterio di questa procedura artificiosa, dall’alto della sua confessione, contenuta in “Calende greche”, di una lettura annuale di ben 400 libri. Ma “l’ impulso del cuore” e il “ricordo dei libri” si possono facilmente ricomporre nella dimensione di un rafforzamento e di maggiore autorevolezza attribuiti allo scritto con una citazione che diventa naturaliter una componente efficace e incisiva del senso e del significato di esso.

Questo succede in tanti grandi scrittori, che spesso sono citazionisti impliciti od espliciti oppure assumono la veste di autocitazionisti. In questa direzione Pirandello può fare da caposcuola se dei 45 testi teatrali ben 31 “hanno una loro matrice diretta o indiretta nelle novelle e, in forma marginale, in qualche passo dei romanzi. (Rivista “Segno”, n. 391, p. 131).

Gli scritti di Sciascia sono densi di riferimenti espliciti o impliciti ad altri testi, che, secondo la conclamata competenza dello scrittore, possono riguardare la scrittura, il film, la pittura. In alcuni casi la citazione come approccio di soglia per il lettore si trova in epigrafe del libro oppure può diventare una struttura narrativa complessa con un fine e acuminato intento ironico. “Tutti guardavano Candido, ogni volta che il segretario più o meno direttamente lo colpiva. Candido era tranquillissimo. Quando il segretario finì di parlare, poiché pareva che tutti si aspettassero dicesse qualcosa, Candido disse soltanto – Compagno, hai parlato come Fomà Fomìc -. E veramente soltanto questo aveva pensato, mentre ascoltava il segretario.

“Come chi?” domandò il segretario. “Come Fomà Fomìc”. “Ah” fece il segretario. Sembrava sapesse chi era Fomà Fomìc. Invece, per due giorni si sarebbe arrovellato su quel nome”. (L. Sciascia, Opere, vol. I, Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia, p. 1010). Dopo una consultazione sistematica che impegnò tutta la gerarchia organizzativa del partito, si trovò da quale libro provenisse il personaggio citato da Candido: “finalmente un professore di letterature slave sciolse il mistero: Fjòdor Dostojevskij, Il villaggio di Stepàncikovo e i suoi abitanti”. (Ivi, p. 1011). Solo allora il segretario del partito comprese la carica ironica e destabilizzante dell’allusione di Candido!
Zino Pecoraro (pubblicato su Facebook e su La Sicilia del 18 febbraio 2018)

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni