giugno 2018
IL CILIEGIO
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Il ciliegio, chiamato anche ciliegio degli uccelli o ciliegio selvatico, è un albero appartenente alla famiglia delle Rosacee. Originario dell'Europa e di alcune zone montuose dell’Asia Minore è diffuso in estremo oriente e in particolare in Giappone, Corea e Cina. Il ciliegio giapponese, è ornamentale e molto apprezzato per i fiori primaverili. In Giappone i ciliegi si chiamano sakura (?). Il Sakura è il simbolo del Giappone. Il fiore di ciliegio per la sua delicatezza e il breve periodo della sua esistenza, rappresenta per i giapponesi il simbolo della fragilità, ma anche della rinascita e della bellezza dell'esistenza.

Il Sakura viene visto anche come simbolo delle qualità del Samurai: purezza, lealtà, onestà, coraggio. La fragilità e la bellezza effimera di questo fiore, nel pieno del suo splendore muore, lasciando il ramo, come il samurai. I foderi delle spade dei samurai erano ornati con il fiore di ciliegio, rivolto verso il sole nascente. Nella Seconda guerra mondiale i kamikaze volevano Fiori di ciliegio dipinti su una fiancata del proprio aereo prima dell’ultimo volo suicida, riconfermando la simbologia di questi fiori sulla transitorietà della vita.
In Giappone l'usanza di ammirare la bellezza dei fiori del Ciliegio è una tradizione che viene chiamata col nome di hanami.
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Sotto l’albero tutto si copre
di petali di ciliegio,
pure la zuppa e il pesce sottoaceto.

Matsuo Basho(1644 – 1694)

Mondo di sofferenza:
eppure i ciliegi
sono in fiore.

Kobayashi Issa(1763-1827)

Ciliegi in fiore sul far della sera
anche quest’oggi
è diventato ieri.

Kobayashi Issa(1763-1827)


"Gli haiku sono una delle più semplici e sincere forme di poesia giapponese. Sono componimenti nati in Giappone nel diciassettesimo secolo, formati da tre versi costituiti in totale da 17 more secondo lo schema 5-7-5. Da quando sono state fatte le prime traduzioni di haiku in occidente a questo genere poetico si sono affezionati alcuni dei più grandi scrittori del Novecento, da Rainer Maria Rikle a Paul Eluard.

In Italia, si avvicinarono agli haiku alcuni poeti che hanno abbracciato la corrente dell’ermetismo, come Ungaretti e Quasimodo. Sono componimenti dell’anima, che raccontano le emozioni delle stagioni, della precarietà dell’uomo e della magia della quotidianità. "

In Giappone i Fiori di ciliegio sono talmente ammirati che la loro comparsa viene segnalata addirittura con bollettini meteorologici locali visto che ogni città ha la sua stagione. Gennaio è il momento di Okinawa, la fine di marzo e l’inizio di aprile quella di Kyoto e Tokyo.

Non solo in Giappone, però, possiamo ammirare i Fiori di ciliegio perché i ‘Festival del Ciliegio in Fiore’ sono ormai una manifestazione diffusa in ogni dove. Gli appuntamenti più significativi, non nipponici, sono quelli di Vancouver, in Canada, e sparsi negli Stati Uniti. Si parte da New York (Sakura Park a Manhattan), per raggiungere Washington (West Potomac Park) e Philadelphia (Fairmount Park) ma i migliori sono a Macon, in Georgia, e a Newark.
Il Branch Brook Park è addirittura stato insignito come Luogo Storico nei Registri del New Jersey e della nazione per gli oltre 5mila alberi che sfoggiano 14 varietà differenti di Fiori di ciliegio. Non scordiamo le feste organizzate in tutta la Corea del Sud, a Istanbul (Turchia), e anche in Germania, particolarmente appassionata di Fiori di ciliegio.
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In Italia il fascino dei Fiori di ciliegio li troviamo protagonisti di una leggenda popolare che risale al 1166. Ad Acquapendente, (in Lazio) dove un ciliegio secco fiorì miracolosamente e gli abitanti interpretarono l'evento come un incoraggiamento all’azione per cacciare Federico Barbarossa armati di “pungoli”.
Così ogni anno si celebra il ‘Miracolo della Madonna del Fiore’ con la tradizionale ‘Festa dei Pugnaloni’ nella terza domenica di maggio. Anche sulle colline modenesi, nella cittadina di Vignola, dal 1970, i Fiori di ciliegio sono protagonisti della ‘Festa dei Ciliegi in Fiore’, per tre intere settimane.
Il ciliegio è un albero che cresce dai 15 ai 32 m di altezza. Gli alberi giovani mostrano una forte dominanza apicale con un tronco dritto e una corona conica simmetrica, che diviene arrotondata ed irregolare negli alberi più vecchi. Vive circa 100 anni ed è molto esigente di luce.

Il frutto, la ciliegia, matura nel periodo primaverile-estivo e la sua raccolta ha inizio attorno alla metà di maggio e si prolunga anche fino a fine luglio. La maggior parte delle ciliegie che mangiamo derivano dalla varietà Prunus avium, cioè ciliegio dolce (chiamato anche ciliegio selvatico) e l'albero ha bisogno di circa 1.000 ore di freddo sotto i 7° C in inverno. Questi alberi iniziano a dare i suoi frutti al quarto anno e sono in grado di produrre da 30 a 50 litri di ciliegie ogni anno.
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Il legno del ciliegio è di una qualità molto ricercata per il valore commerciale infatti è un legno di colore bruno rosato da chiaro a giallastro. È ricercato dall'industria mobiliera, sia in tronchi che in travi (mobili e sedie di stile). Altro utilizzo del legno è quello per la costruzione di strumenti musicali.
La resina di questi alberi è aromatica e viene usata come aroma per le gomme da masticare
Plinio il Vecchio racconta che la pianta venne importata a Roma dall’attuale Turchia nel 72 a.C. Tuttavia i semi di un certo numero di specie di ciliegie sono stati trovati in ritrovamenti archeologici dell'età del bronzo , in siti archeologici romani in tutta Europa e nei resti di un villaggio di palafitte che si trovava sulla riva di un vecchio lago a Desenzano del Garda.

Nel 1700 la coltivazione del ciliegio si espande in tutta Europa. Si ha notizia della prima sagra dedicata alla ciliegia, nel 1933, che si è svolta nella cittadina di Marostica, in provincia di Vicenza.
Nella mitologia greca il ciliegio è la pianta sacra a Venere, i cui frutti pare portino fortuna agli innamorati. In Sicilia si dice che le dichiarazioni d’amore fatte sotto un ciliegio godranno sempre di buona sorte.

Fin dall'ottocento, chi regalava un ramo di Fiori di ciliegio si prendeva il merito di un ammirevole comportamento educato, in Cina lo stesso fiore invece assume un significato leggermente differente, più orientato alla carnalità e che ammicca alla bellezza e alla sessualità femminile.
Ma è soprattutto dall'Exposition Universelle di Parigi del 1867 che si diffonde la notorietà dei fiori di ciliegio.

Nel 1400 questo frutto ebbe l’onore di essere rappresentato in diversi quadri di soggetto sacro; vanta anche un santo patrono, San Gerardo dei Tintori, la cui ricorrenza cade il 6 giugno.
Nella Storia dell’Arte cristiana la ciliegia simboleggia il sangue versato da Gesù Cristo e per questo motivo è possibile trovare alcuni di questi frutti disposti sulla tavola dell’Ultima Cena o di quella in Emmaus.

Molti pittori come Van Gogh, Manet, Renoir, Degas, Monet e Gauguin non sono riusciti a resistere al fascino dei Fiori di ciliegio ma anche letterati e artisti in senso più ampio ne hanno citato la bellezza. Ricordiamo l’autore del testo teatrale classico della letteratura drammatica: ‘Il giardino dei ciliegi’. A scriverlo Anton ?echov nel 1903, parlando dei cambiamenti sociali nella sua Russia, lo stesso Checov che, da amante del giardinaggio quasi quanto della scrittura, aveva piantato proprio un giardino di ciliegi per goderne in prima persona e farsi ispirare dai fiori di ciliegio.

In letteratura spesso la ciliegia riconduce l’idea di seduzione e voluttà

LA CILIEGIA
“La vita è una ciliegia
La morte il suo nòcciolo
L’amore il ciliegio”

Jacques Prévert, Chanson du mois de mai, 1963.


(Foto del Frutteto dell'agriturismo Antica Fornace di Soresina)

Fonti:
wikipedia.org
giardinaggio.net
repubblica.it
ideegreen.it
libreriamo.it

Anna Zacchetti

 
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