agosto 2018
RICORDIAMOCI DEL GRANDE LARS ANDERSSON
E’ nato un grande scienziato, finalmente sono stati riconosciuti i suoi meriti.
Scrive sui vaccini, sulla loro efficacia, sui risultati epidemiologici, trae brillanti conclusioni.
Una rivista finalmente pubblica i suoi scritti: l’ «Indian Journal Medical Ethics».
Come fai a rifiutare una pubblicazione se l’autore fa parte del Karolinska Institutet di Stoccolma, prestigiosa Università di Medicina?

E se si occupa del papilloma virus e del vaccino contro i tumori del collo dell’utero conseguenti alla sua assunzione, come fai a non pubblicare?
Il Lars Andersson da alcuni anni sta pubblicando su riviste scientifiche una serie di articoli (nel gergo tecnico si tratta di «lettere all’editore») con l’obbiettivo di insinuare il dubbio sull’utilità e sulla sicurezza dei vaccini. Ultimo in ordine di tempo è quello che afferma che il vaccino per l’HPV esporrebbe ad un aumentato rischio di sviluppare il cancro del collo dell’utero.
Negli ultimi giorni del mese di aprile di quest’anno la rivista «Indian Journal Medical Ethics» pubblica un articolo che afferma che il vaccino contro il papilloma virus in realtà potrebbe causare il cancro della cervice uterina. A firmare la rivoluzionaria scoperta è il solo Lars Andersson che come affiliazione si porta dietro il nome del prestigioso Karolinska Institutet. Che qualcosa non quadri lo si può notare dall’indirizzo mail a cui poter scrivere allo scienziato. Una casella di posta generica non riconducibile all’istituto.

Con le stesse modalità -articolo a firma unica, affiliazione del Karolinska e mail generica- Andersson nel 2014 pubblica alcuni dati sulla presunta associazione tra vaccino influenzale e sviluppo di diabete e, nel 2017, che il vaccino per l’HPV è associato alla comparsa della sindrome da stanchezza cronica.
Basta una rapida ricerca per scoprire che, nel Karolinska, non esiste alcun Lars Andersson che lavori sui vaccini, c’è un altro Lars Andersson che si occupa d’altro e che è innocente. Nome e cognome sono molto comuni in Svezia. Oltre a prendere posizione l’università ha chiesto alla rivista «Indian Journal Medical Ethics» di eliminare immediatamente quell’affiliazione. Richiesta accettata con la precisazione che Lars Andersson non è altro che uno pseudonimo che il ricercatore chiede di adottare per salvaguardare la propria incolumità.

LARS ANDERSSON NON ESISTE

La vicenda, emersa solo di recente, ci insegna che ad oggi uno dei problemi nel campo della ricerca è la facilità con cui è possibile pubblicare teorie fasulle senza controllo. Teorie che, proprio perché pubblicate su riviste scientifiche scarsamente controllate -che un non addetto ai lavori non può riconoscere-, vengono prese come pretesto per affermare la pericolosità dei vaccini.
Un salto di qualità notevole che permette alla galassia dei siti No-Vax di poter citare pubblicazioni scientifiche a supporto della propria idea. Eppure, sull’efficacia e sicurezza dei vaccini -e in particolare modo quello per l’HPV- i dati parlano chiaro. E’ stato pubblicato un imponente studio - e non una semplice lettera all’editore come quelle di Lars Andersson- che ha preso in esame ben 26 ricerche che hanno coinvolto oltre 73 mila ragazze e donne di età compresa tra i 15 e i 45 anni di tutti i continenti e seguite per 8 anni.

La revisione Cochrane.
Nello specifico, gli autori hanno quantificato l'incidenza di lesioni pretumorali nelle ragazze che erano state vaccinate e in quelle che, nell'ambito di sperimentazioni controllate, avevano ricevuto un placebo, e hanno così dimostrato che nella fascia di età più importante ai fini dell'eradicazione dell'infezione, e cioè quella compresa tra i 15 e i 25 anni, tra le ragazze mai entrate in contatto con i virus del papilloma le lesioni erano state due ogni 10.000 tra le vaccinate, 164 ogni 100.000 tra le non vaccinate. Tra le ragazze della stessa età ma non selezionate in base a contagi precedenti, l'incidenza di lesioni era stata maggiore, ma il calo era stato comunque evidente: si era passati infatti da 559 a 391 casi ogni 10.000.

Tra le donne meno giovani, di età compresa fra i 25 e i 45 anni, non selezionate in base al contatto con HPV, inoltre, la diminuzione era stata di minore entità, proprio a causa dei contatti con il virus, ma comunque ben visibile, e le lesioni pretumorali erano passate da 145 (col placebo) a 107 casi ogni 10.000.
Effetti collaterali o negativi: zero. Morti: zero. Effetti sulle gravidanze: zero.
In Italia proseguono le campagne vaccinali attive a partire dai 12 anni di età delle ragazze, in alcune regioni estese anche ai ragazzi in risposta al Piano vaccinale 2017-2019, che lo prevede esplicitamente.

Secondo gli ultimi dati disponibili:, relativi al 2015, la copertura vaccinale è tuttavia in leggero calo rispetto al 2014 (anno in cui si era registrata una prima battuta d'arresto rispetto al 2013): per la prima dose di vaccino si è passati infatti dal 75,2% al 73,1% delle ragazze nate nel 2001, mentre per il ciclo completo si è passati dal 70,8% al 70%, con un'ampia variabilità da regione a regione. Il tipo di vaccinazione varia da regione a regione anche se al momento la più diffusa è la quadrivalente, con i ceppi 16, 18, 11, 6 e 11. Il tasso di vaccinazione è al di sotto degli obbiettivi previsti da Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che hanno fissato un ambizioso 95%, ma è in linea con quello degli altri stati europei.

Ma chi è contro i vaccini spara bugie, per il complesso gusto di sentirsi potente, basandosi sull’ignoranza di chi gli crede e sul passaparola negativo, che funziona da millenni.
Funziona al punto che, in Brasile, si è creato un problema grave. Hanno cominciato nel 2013 a fornire il vaccino attraverso la sanità pubblica alle ragazzine di 12 anni. Altre considerazioni hanno portato dopo poco il limite ai 9 anni, perché frequenti sono i reati sessuali su bambine e quella è l’età alla quale corrono il maggior rischio di essere vendute. Si tratta di circa 30 milioni di persone.

Da una copertura del 70% del primo vaccino, si è passati al 45% del richiamo con la seconda dose, a causa delle bugie circolanti, tutte senza alcuna dimostrazione scientifica.
Ora il Ministero della salute sta correndo ai ripari, organizzando una campagna d’informazione.

Lars Andersson, perché non vieni a trovarmi che ti spiego qualcosa sulla vita e sulla morte?
Folco de Polzer

 
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