ottobre 2018
IL FICO
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Il fico
(Diego Valeri)

Laggiù al paese, nell’orto,
i miei mattini erano sul fico
largo di foglie, bruno, chiazzato
di neri frutti. Mi nascondevo nel folto
del grande albero amico. Il sole
montava alto, più alto del fico,
di me sul fico.
Guardavo il mondo, l’orto del vicino,
di là dal muro. Ogni tanto coglievo
un frutto, che gemeva latte
dal picciuolo spezzato e sangue denso
dalla ferita di sotto.
Ero un piccolo Pan, gracile, anemico,
nel primo sboccio timido dei sensi;
re del mondo, dell’orto;
il solo vivo sulla terra
nel tutto mio mattino d’estate.



Il Fico (Ficus carica L.) è un albero da frutto originario della Caria, regione dell'Asia Minore. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole in Palestina e in Egitto. Successivamente è stato introdotto nell'area del bacino Mediterraneo. In Italia è presente soprattutto in Puglia, Campania e Calabria.
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E' una pianta molto resistente alla siccità e vegeta nelle regioni della vite, dell'olivo e degli agrumi.
È un albero dal fusto corto e ramoso. Può raggiungere altezze di 6-10 m; la corteccia è rugosa e di colore grigio-cenerino; la linfa è di un bianco latte; i rami sono ricchi di midollo con gemme terminali acuminate coperte da due squame verdi, o brunastre. Le foglie sono grandi, scabre, oblunghe, grossolanamente lobate a 3-5 lobi, di colore verde scuro sulla parte superiore, più chiare ed ugualmente scabre sulla parte inferiore.

Nelle regioni mediterranee non è raro incontrare piante di fico sorte su vecchi muri o nelle pareti dei pozzi. l legno di fico è particolarmente debole, tanto che non è possibile arrampicarsi sui rami poiché è molto probabile che si schiantino di colpo senza scricchiolii.

L’albero del fico non resiste a temperature inferiori a -10°C; teme i ristagni idrici e ama i terreni freschi, profondi e ben dotati di sostanza organica. Il fico è una delle poche piante da frutta che resiste senza problemi ai venti salini in tutte le fasi vegetative, condizione che l'accomuna al solo Fico d'India.
In passato il lattice veniva usato per far cagliare il latte e nella produzione di formaggi artigianali.

Nella mitologia egizia il fico era considerato un albero che simboleggiava l’immortalità. Era l'Albero della Vita, così importante da offrire doni preziosi, come il succo del frutto ritenuto detentore di poteri occulti. Il legno dell’albero del fico era utilizzato per fabbricare i sarcofagi: questo perché si riteneva che seppellire un defunto in una cassa prodotta con il legno del fico aiutasse la persona nel viaggio verso l’aldilà , reintroducendola nel grembo della dea madre dell’albero.

Nella mitologia greca il fico era un frutto sacro a Dionisio come anche a Priapo quale dio della fecondità. Una leggenda racconta che l’albero di fico nacque dalla madre Terra quando il titano Siceo per sfuggire all’ira di Zeus (Giove) si rifugio’ presso di lei. Il nome della pianta deriva da una divina fanciulla, Siche (syké in greco e’ il fico) i cui genitori furono capostipiti del mondo vegetale.
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Nella mitologia romana il fico era un frutto sacro a Marte. Della pianta del frutto si narra che alle sue pendici furono trovati in una cesta Romolo e Remo alla cui ombra sarebbero stati allattati dalla lupa. Secondo gli antichi il fico, dunque, testimonia la fondazione di Roma.

Il fico è l’albero della conoscenza del bene e del male, ma puo’ anche significare la lussuria. Infatti l’immagine del fico nei testi sacri ha assunto una valenza negativa e positiva allo stesso tempo. Una leggenda medioevale narra che Giuda per rimorso e disperazione di avere tradito Gesu’ per 40 monete, si impicca ad un fico. In altri passi della Bibbia l’albero e il suo frutto assumono un significato positivo di prosperita’ e salvezza. La Bibbia ci informa anche che Adamo ed Eva dopo aver mangiato il frutto proibito si coprono le nudita’ con la foglia di fico.

Il termine fico, spesso declinato al femminile (fica), si rileva in quasi tutti i dialetti italiani, ed ha sempre avuto anche una forte connotazione sessuale parallela per l'attributo genitale femminile, e per l'azione con questo.
La foglia di fico è stata utilizzata per coprire le immagini di genitali di figure bibliche e sculture di nudi per secoli e così la pianta può sembrare sinonimo di peccato, sesso… e censura. Per larga parte, lo dobbiamo alla storia dell’arte.

Anche l’affresco che ricopre il soffitto della Cappella Sistina, fu ritenuto empio ed immorale da diversi esponenti di spicco della fede cattolica, compreso Papa Pio IV, fino al punto da commissionare ad uno studente di Michelangelo, la copertura di tutte le figure di nudo all’interno del dipinto con vestimenti e foglie di fico. Lavoro, questo, che gli valse il soprannome di Braghettone.

Nel 1995 la città di Gerusalemme rifiutò un regalo proveniente da Firenze: una replica del David di Michelangelo. I motivi non furono inizialmente resi noti, ma ciò che si sa è che dopo vari andirivieni il dono fu finalmente accettato ma con l’aggiunta di una foglia di fico.
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(foto naturalistiche Anna Zacchetti)

Fonti:
www.agraria.org
giardinodafnecloe
www.mentisommerse.it

Anna Zacchetti

 
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