febbraio 2019
BLOCCARE LE EMISSIONI CLIMALTERANTI: E' UNA BATTAGLIA ORMAI PERSA? ( PARTE PRIMA)
Ridurre le emissioni di CO2 non basterà: dovremo anche rimuoverle, afferma uno studio del Potsdam Institute pubblicato recentemente(1). Un altro studio, diffuso dall’Università di Stoccolma, sostiene che anche ammettendo di ridurre le emissioni di gas serra come previsto dagli accordi di Parigi, non saremo fuori pericolo(2). Sono molte ormai le grida di allarme di inascoltate Cassandre che si levano dai climatologi di tutto il mondo e da numerose istituzioni internazionali per avvertire che forse non c’è più tempo per salvare il Pianeta dal riscaldamento globale.

Il cambiamento climatico in corso è un fenomeno planetario e quindi va analizzato a livello mondiale. È ormai assodato che tra i maggiori responsabili di tale cambiamento vi è l’immissione in atmosfera della CO2 prodotta dai combustibili fossili. Come si può osservare, negli ultimi 50 anni, tali emissioni sono più che triplicate, con un incremento medio annuo del 2,1% - (Figura 1).
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Solo in tre brevi periodi le emissioni di CO2 si sono arrestate: nel ’74 e ’75, durante la “prima crisi energetica”, nell’80-’82 per la crisi economica e nel 2008-2009 per la grave recessione economica non ancora del tutto esaurita. Dalla redazione del Protocollo di Kyoto del 1997, entrato poi in vigore nel 2005, ben 24 Conferenze annuali (COP - Conference of the Parties) hanno fatto sperare in una inversione di tendenza che potesse salvare il pianeta dal riscaldamento globale, ma le realtà ha regolarmente smentito le speranze.

I consumi mondiali di energia sono aumentati del 265% dal 1965 fino ad oggi a un ritmo del 2,6% annuo e, se consideriamo solo il periodo dal 2000 al 2017, l’incremento è stato del 44%, con un ritmo sempre del 2,6% annuo, pur con la pausa nel 2009 (Figura 2).
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C’è da rilevare come, dal 2000 a oggi, la composizione delle fonti globali di approvvigionamento energetico si sia modificata, anche se molto lentamente (Figura 3).

Si può infatti vedere come, a fronte di una sostanziale tenuta del Carbone che mantiene la sua quota mondiale intorno al 23%, il Petrolio abbia perso 4 punti percentuali (dal 38% al 34%) mentre il Gas ne ha guadagnati 3 (dal 25% al 28%). Sembra inoltre inesorabile la decadenza del Nucleare che in 17 anni perde il 2% e per contro, il costante incremento del contributo complessivo delle Fonti Rinnovabili, che ormai hanno superato il 10% (10,4% per l’esattezza) dell’intero consumo mondiale di Energia Primaria, pari a 13.511 Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP o TOE) nel 2017.
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Esaminando la Produzione Elettrica (Figura 4), si evidenzia come il Carbone sia la maggiore fonte di generazione e come le Fonti Rinnovabili siano ormai la seconda fonte di generazione elettrica, avendo superato il Gas fin dal 2013. Il Petrolio sembra ormai relegato a un ruolo sempre più marginale così come l’energia Nucleare, che tuttavia sembra avere una debole ripresa dopo la chiusura di tutte le centrali giapponesi a seguito dell’incidente di Fukushima.
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Esaminando infine solamente le fonti rinnovabili in maniera disaggregata (Figura 5) si nota un costante incremento della fonte idroelettrica, principalmente dovuta ai nuovi impianti in Asia, Africa e Sud America e ad una letterale esplosione, a partire da 2007, dell’Eolico che negli ultimi 10 anni ha subito un incremento del 560% e soprattutto del Fotovoltaico che da una produzione di 8 TWh del 2007 ha raggiunto i 443 TWh nel 2017 con un incremento superiore al 5000%.
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Nella ripartizione percentuale delle fonti di Generazione Elettrica dal 2000 al 2017, il Carbone mantiene inalterata la quota del 38%, pur con picchi del 41% nel 2006 e 2007; l’utilizzo del Gas naturale registra un aumento di 5 punti, dal 18% al 23% e si assiste al lento declino dell’utilizzo del petrolio che perde 5 punti, dall’8% al 3%. Anche la quota del Nucleare decresce di ben 7 punti, dal 17% del 2000 al 10% del 2017 (Figura 6), mentre si assiste all’espansione di 7 punti delle Fonti Rinnovabili nel loro complesso, che raggiungono una share mondiale del 24%, superando il Gas e piazzandosi quindi in seconda posizione.
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(continua: vedi la seconda parte in questo stesso numero)

(1) - https://www.qualenergia.it/articoli/20180704-ridurre-emissioni-di-co2-non-bastera-dovremo-anche-rimuoverle/
(2) - https://www.qualenergia.it/articoli/clima-leffetto-domino-portera-inevitabilmente-a-un-pianeta-serra/

Sergio Zabot

 
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