maggio 2019
I FIORI DELLE "AIUOLE D'ACQUA"
foto

Nel 1884 Claude Monet si trasferì alle porte di Parigi nel paese di Giverny e incominciò finalmente ad occuparsi di un suo vecchio sogno: realizzare un giardino in cui fece crescere emerocalle, iris sbircia, iris di Virginia, agapanti, bulbi, alberi di salice e molte altre piante. Nel giardino e nello stagno Monet pianta le sue nifee, usando semi giunti appositamente dal Giappone, sullo stagno costruisce un ponticello di sapore orientale, le rive sono popolate da piante e ornate di fiori di tutte le specie.

Particolarmente importante per lui fu la creazione di uno stagno in cui far crescere le ninfe, da cui il pittore era affascinato per la loro varietà , la loro capacità di crescita e la luce cangiante che le foglie bagnate erano capaci di riflettere e che lui lamentava di non riuscire a riprodurre come avrebbe voluto.

Nel suo stagno Monet poteva osservare e ritrasse lo svolgere del ciclo delle ninfee dal loro sbocciare al loro continuo riprodursi e documentò nei suoi dipinti il continuo mutamento di luce, riflessi e aspetti di queste piante acquatiche.

Anche Proust fu affascinato dalle ninfee di Monet tanto da definire il suo stagno “un’aiuola d’acqua”e scrivere pagine straordinarie ispirate dal pittore come quella della descrizione delle ninfee sulla Vivonne, in Dalla parte di Swann, uno dei libri della grande Recherche.

Monet disse delle sue ninfee e dei circa duecentocinquanta dipinti realizzati e che le rappresentavano: “Ho dipinto un’infinità di ninfee, cambiando sempre punto di osservazione, modificandole a seconda delle stagioni e adattandole ai diversi effetti di luce che il loro mutare crea. E l’effetto cambia incessantemente, non soltanto da una stagione all’altra ma anche da un istante all’altro.”
foto

La nymphea è una delle piante acquatica più conosciute per la sua bella fioritura e per la capacità di adattamento tanto da essere molto comune non solo nei specchi d’acqua dei giardini ma anche allo stato spontaneo.

Le foglie e i fiori sono la parte galleggiante della pianta mentre sotto il pelo dell’acqua si sviluppano dei fusti con particolari cavità capaci di farli galleggiare , mentre le radici rizomatose affondano nel terreno sul fondale dei tranquilli corsi d'acqua e stagni.

La faccia inferiore delle larghe foglie è fatta in modo da farle galleggiare e quella superiore invece ricoperta da una patina cerosa repellente all’acqua e possono raggiungere anche un diametro di 20 30 cm. e una sola pianta intera può coprire lo specchio d’acqua fino a 150mq. In primavera ed in estate si aprono grossi fiori bianchi, rosati o leggermente azzurrati.

Sono vegetali importanti per l’ambiente acquatico. Sebbene non svolgano una funzione ossigenante, fungono da riparo per pesci, girini, rane e rospi. Ombreggiando e riducendo la quantità di azoto presente nell’area ostacolano la diffusione di alghe.
La ninfea era una pianta molto diffusa nell’antico Egitto e cresceva rigogliosa sulle acqua del Nilo, era molto venerata dagli antichi egizi.

Il nome nymphaea deriva dal termine greco nymphé che secondo la mitologia greca era una ninfa, dea delle acque, il termine, però, deriva a sua volta dalla parola araba nenufar che significa loto blu, termine con il quale veniva comunemente denominata la pianta.
Nella mitologia Greca questo fiore prese il nome da una delle naiadi, che fu trasformata in un fiore che galleggia sulle acqua, dopo esser morta di gelosia per Ercole infatti erano considerate simbolo dell’amore non corrisposto.

In seguito per i cristiani divenne uno dei simboli della castità per il candore dei suoi petali e della carità per il rigoglio e le dimensioni dei fiori.
Nella cultura orientale invece la ninfea è considerata da secoli il simbolo dell’alba e quindi dell’arrivo del sole, tale significato è dovuto alla caratteristica di alcune varietà che si aprono solo durante le ore diurne.



Ninfee pallide lievi
coricate sul lago –
guanciale che una fata
risvegliata
lasciò
sull’acqua verdeazzurra –
ninfee –
con le radici lunghe
perdute
nella profondità che trascolora –
anch’io non ho radici
che leghino la mia
vita – alla terra –
anch’io cresco dal fondo
di un lago – colmo
di pianto.


Antonia Pozzi (26 agosto 1933)



Fonti:
it.wikipedia.org Ninfee (serie di Monet)
themadjack.com Marcel Proust
www.giardinaggio.it ninfee.
ilgiardinodeltempo.altervista.org ninfea:linguaggio dei fiori miti e storia



(foto naturalistica Aline Dassel - Pixabay)
Anna Zacchetti

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni