novembre 2019
LA NANDINA O BAMBU' SACRO
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La Nandina è una pianta perenne che si sviluppa sui nostri terreni. In Europa ed in Italia è considerata una pianta rustica perché non ha particolari problemi a crescere rigogliosa.
E’ una pianta originaria dell'Asia, in un territorio che va dall’Himalaya orientale all’arcipelago giapponese.
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E’ molto apprezzata sia in Giappone, sia in Korea, sia in Cina e spesso viene piantata vicino ai templi buddisti, perché si considera una pianta portafortuna.
Esistono moltissime varietà di Nandina (ce ne sono una settantina nel solo Giappone), alcune sono selezionate per il loro portamento particolarmente compatto, altre per il fogliame che rimane rosso o aranciato per tutto l’anno.

Nella tradizione giapponese, affidare i propri incubi ad una pianta di Nandina protegge dalle brutte conseguenze nefaste.
In estremo Oriente la Nandina è chiamata Bambù sacro bambù perchè è considerata una pianta portafortuna come l'Agrifoglio. Del bambù la Nandina domestica ha solo il portamento flessuoso, la duttilità e la nodosità dei rami eleganti che si piegano al vento o al peso della neve, la forma delle eleganti foglie dalla forma allungata.

In Giappone viene piantata accanto alle porte di casa o dei templi per scacciare la sfortuna. Mentre le sue bacche si utilizzano a scopo ornamentale sugli altari e vengono donate a Capodanno per le strade.
Il nome generico di Nandina è la latinizzazione del suo nome in giapponese: nan-te.
Notò questa pianta William Kerr che la inviò da Canton a Londra nel 1804, da allora è ospite fissa e gradita dei giardini europei e nordamenricani.

Questa pianta ha un portamento elegante e verticale che si apre a ventaglio con le numerose ramificazioni sottili che terminano con un fogliame leggero costituito da foglioline lucide e coriacee. Ha una forma molto compatta e raggiunge un'altezza massima di 2,5 metri.
La pianta da giovane presenta le foglioline con una colorazione rosso-bruna, diventando verde brillante nel pieno della stagione vegetativa per ritornare rossastre col comparire dei primi freddi(almeno -5° C.).

A tarda Primavera, per circa un mese, sbocciano dei piccoli fiori candidi a forma di stella riuniti in lunghe pannocchie che, in autunno, si trasformano in bacche rosse e lucide.
Le bacche sono una delle più belle caratteristiche della Nandina domestica, dalla fine dell'Autunno, durante tutto l'Inverno e sino alla Primavera successiva restano sull'arbusto e durante l’inverno spiccano particolarmente.
Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, sopporta la siccità (solo i giovani esemplari richiedono un terriccio umido e drenato) si stringe e sopporta spazi angusti in vasi, accetta la compagnia di altre piante in una siepe mista senza problemi.

La Nandina è considerata una pianta tossica in tutte le sue parti, per il contenuto di acido cianidrico nocivo per alcuni animali mentre per l'uomo la tossicità è molto bassa.
Gli uccelli traggono dalle bacche una notevole fonte di cibo invernale disperdendone in questo modo i semi .
Si riproduce tramite talea legnosa.

Con il mio gruppo familiare abbiamo aderito alla proposta del 7 settembre di piantare o seminare un albero in un qualsiasi posto fosse possibile come atto simbolico del “riequilibrio della tragedia amazzonica”. Dopo una passeggiata in montagna all’altezza di 1400 metri, grandi e piccoli, tutti insieme abbiamo piantato una Nandina, sicuramente quest’anno sulla neve spiccheranno le bacche rosse della nostra Nandina.
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SERA D'OTTOBRE
(Giovanni Pascoli)

Lungo la strada vedi su la siepe
ridere a mazzi le vermiglie bacche:
nei campi arati tornano al presepe
tarde le vacche.

Vien per la strada un povero che il lento
passo tra foglie stridule trascina:
nei campi intuona una fanciulla al vento:
fiore di spina…



Fonti:
pianteinviaggio.it
www.pollicegreen.com
giardinonaiadi.blogspot.com

Anna Zacchetti

 
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