febbraio 2020
MUSCHI: LA FORZA DEI PICCOLI
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Con il nome comune di “muschio” si definiscono delle piccole piante non vascolari appartenenti alla classe muschi (Musci) della divisione delle briofite. La famiglia delle Briofite (Bryophyta) è un gruppo numerosissimo di piante pioniere terrestri: nel mondo ne sono state riconosciute oltre 24.000 specie. Sono organismi vegetali primitivi che, a differenza delle altre piante, non hanno radici nè tessuti conduttori (vasi e tubicini per il trasporto della linfa sono infatti assenti).

I muschi hanno il loro sviluppo in colonie, formando un compatto tappeto verde, soffice e vellutato, profumato e pittoresco, sulle rocce, e sulle cortecce degli alberi e nel sottobosco umido. Crescono e resistono in ambienti vari: nel bosco e sui tronchi degli alberi, sulle pietre, presso le sorgenti (anche in verticale) su rupi, purché in zone fresche e umide. Solitamente lo si trova nei lati esposti a nord.

Il muschio svolge una propria attività fotosintetica. Ha radici pochissimo profonde che non danneggiano la corteccia e quelle che hanno svolgono solo un ruolo di ancoraggio. Infatti riescono a vivere anche dov’è presente un substrato sottilissimo, purché vi sia umidità sufficiente. Ma la maggior parte dei muschi riescono a superare periodi di siccità rimanendo in uno stato disidratato, che può essere superato in poche ore in presenza d’acqua.

L’acquisizione di acqua e sostanze nutritive avviene per capillarità ed interessa l’intera colonia di piante. In più i muschi hanno la grandissima capacità di assorbire direttamente dalle foglie (se così possiamo definirle) l’umidità dell’aria, il che rende i muschi maggiormente resistenti agli sbalzi idrici, ma anche maggiormente soggetti all’inquinamento atmosferico.
Spesso si trovano in associazione ai Licheni ed infatti insieme a questi organismi, sono "bioindicatori" importanti (crescono dove l'ambiente è relativamente sano e non inquinato).

Si aggrappano al substrato con parti della pianta, che non sono radici; riescono a vivere anche nella roccia: grazie alla propria capacità di fotosintesi clorofilliana; riescono inoltre ad assorbire l'acqua piovana e l’umidità dell’aria, ciò che gli permette di sopravvivere anche durante la stagione calda e secca.
I muschi sono importantissimi nell’ecosistema forestale poiché trattengono i semi delle piante del bosco e favoriscono la loro germinazione, dando vita a nuove piante.
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Il muschio vive anche nelle regioni più fredde, assimilando grandi quantità di CO2, ed è in grado di resistere anche a grandi periodi di siccità.
Alcune specie di muschio influenzano fino al 20% la produttività primaria netta degli ambienti nordici e fino al 50% quella di foreste e zone umide boreali, controllano e riciclano grandi quantità di azoto e di fosfato e sono capaci di regolarizzare la temperatura e l’umidità del suolo.

La loro composizione che è compatta e spugnosa, permette loro di assorbire e trattenere grandi quantità di acqua che, successivamente, rilasciano in maniera graduale e lenta attraverso il suolo procedendo ad irrigarlo spontaneamente. In tutti quei luoghi dove si alternano periodi umidi a periodi secchi o dove scarseggiano i sostentamenti primari, il muschio è considerato un elemento essenziale per la sopravvivenza perché, strizzandolo, si può ottenere acqua da bere.

Nelle regioni montane e polari, il muschio viene lasciato crescere spontaneamente senza eliminarlo perché protegge il terreno dagli sbalzi di temperatura, ma anche isola lasciando proliferarsi il ghiaccio che gli permette, nel successivo periodo del disgelo, di assorbire l’acqua, conservandola. Nello stesso momento, assorbendo la temperatura trasmessa dal ghiaccio, si trasforma anche in un perfetto refrigeratore che, fino al disgelo, si mantiene da solo. Dopodiché si asciuga velocemente e può essere utilizzato per accendere il fuoco perché si infiamma facilmente.

Nell'ecosistema la presenza del muschio ha notevoli vantaggi, per esempio può essere impiegata in edilizia sui tetti verdi degli edifici.
Dal 1700, le piccole abitazioni in legno, specie in Alaska e nei paesi artici oppure nelle cabine di ceppo dei cacciatori di pelle, il muschio veniva utilizzato sia come isolante che come sigillante. La costruzione veniva edificata al di sopra di uno strato di muschio che non fosse né troppo sottile, riducendo così le sue proprietà isolanti, né troppo spesso, con il rischio che venisse assorbita troppa acqua, rendendo il suolo di sostegno troppo instabile e senza ridurre l’umidità di risalita. Il muschio, quindi, proliferandosi velocemente e spontaneamente, arrivava a coprire interamente le costruzioni, isolandole dal gelo: tetti e pareti verdi, oltre a proteggere, funzionavano da impianto idrico per l’abitazione che ricoprivano.

Negli ambienti soggetti a significativi sbalzi di temperatura, il muschio invece di essere eliminato si cerca di convogliarne lo sviluppo dove è necessario, diventando parte delle costruzioni stesse, sia in pietra che in legno.
Nelle abitazioni di oggi nelle nostre città, il muschio, sotto forma di pannelli di varie dimensioni e colori oppure sotto forma di frammenti, può essere utilizzato principalmente in piccoli umidificatori interni, per green wall e green roofs, (tetti verdi) purché venga messo in opera a regola d’arte.

Uno studio pubblicato su “Current Biology” di un gruppo di ricercatori dell'Università di Reading e del British Antarctic Survey ha dimostrato per la prima volta che la capacità di sopravvivere anche per millenni a condizioni ambientali estreme come il congelamento o l'essiccazione sospendendo le attività metaboliche (ossia in uno stato di “criptobiosi”) non è un'esclusiva di alcuni batteri, anche il muschio può rivivere e riprendere a germogliare dopo 1500 anni. Per l’esperimento sono stati prelevati dei campioni di muschio apparentemente non vitali sepolti sotto 138 centimetri di permafrost nell'isola subantartica di Signy, nelle Orcadi australi.

In Italia esiste il reliquato di una specie fossile, presente sino all'ultima glaciazione: la Paludella squarrosa, nella palude di Santa Caterina di Valfurva ed in altri luoghi tra le Alpi, ed è presente su una superficie di qualche metro quadrato, in mezzo agli stagni.
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Corrispondenze.
La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che sono vivi,
una foresta di simboli che l’uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.
Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un’unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.
Profumi freschi come la pelle d’un bambino,
vellutati come l’oboe e verdi come i prati,
altri d’una corrotta, trionfante ricchezza 1
che tende a propagarsi senza fine – così
l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

(Charles Baudelaire)


(foto Anna Zacchetti)

Per approfondimenti:
curba.racine.ra.it

Fonti:
it.wikipedia.org
sardegnaforeste.it
altosannio.it il muschio
architetturaecosostenibile.it
lescienze.it il muschio torna a vivere

Anna Zacchetti

 
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