agosto 2020
MASHROU' LEILA
E’ di quAlche settimana fa la notizia: “ Sarah Hegazi, attivista per i diritti della comunità LGBT in Egitto e militante politica comunista, si è tolta la vita in Canada dopo aver lasciato un bigliettino scritto a mano che recitava: "Ho provato a sopravvivere e ho fallito". La donna era diventata uno dei simboli del movimento egiziano che si batte per i diritti degli omosessuali dopo essere stata arrestata al Cairo nel 2017, quando insieme a migliaia di persone prese parte a un concerto dei Mashrou Leila,… durante quell'evento Sarah si fece sollevare sulle spalle di un amico e sventolò una bandiera arcobaleno, in un gesto pacifico volto semplicemente a rivendicare diritti per gli omosessuali.”

Abbiamo pensato di di dedicare ai Moshrou’Leila il nostro articolo e con loro a quanti in condizioni quasi impossibili si battono per una idea di libertà, in questo casi di libertà sessuale.
I Mashrou' Leila (in arabo: ????? ?????; conosciuti talvolta come Mashrou3 Leila o Leila's Project) sono un gruppo musicale indierock libanese.
La band si forma nel febbraio 2008 nel corso di un workshop presso l' Università americana di Beirut, quando il violinista Haig Papazian, il chitarrista Andre Chedid e il pianista Omaya Malaeb invitano diversi musicisti per distendere le tensioni causate dall'instabile situazione politica nazionale.

Tra i molti musicisti ad essersi presentati, sette restano per formare i Mashrou' Leila ed esibirsi nel campus universitario. In seguito terranno piccoli concerti all'interno del circuito libanese underground di locali e piccole manifestazioni fino ad emergere sulla scena indie nel corso della Fête de la Musique libanese dello stesso anno con i loro testi critici nei confronti della società libanese.

La band ha pubblicato il primo album Mashrou' Leila nel 2009.
Hanno fatto seguito El Hal Romancy, Raasuk, Ibn El Leil e The Beirut School. Da tre anni il gruppo indie-rock libanese domina la scena musicale del Medio Oriente e del Nordafrica. I suoi musicisti hanno meno di trent’anni e sono solo la punta dell’iceberg di una scena artistica e culturale che in Libano non ha mai smesso di vibrare. Sono iMashrou’Leila, che in arabo vuol dire progetto notturno o progetto di Leila, visto che “leila” non è solo un nome ma significa anche notte.

Haig, Hamed, Ibrahim, Firas e Carl si sono conosciuti nel 2008 alla facoltà di architettura della American University di Beirut, dopo aver partecipato a un workshop musicale che doveva servire come valvola di sfogo rispetto alla situazione politica libanese.
Da allora i cinque hanno cominciato a esibirsi a Beirut e sono diventati uno dei punti di riferimento del panorama musicale alternativo nazionale, suscitando polemiche per i loro testi provocatori e critici, in cui affrontano i problemi della società libanese, gli amori falliti e le difficoltà di una generazione stretta tra la voglia di creare e vivere e i confini stabiliti dalla politica e dalla morale religiosa.

Cantando in arabo-libanese, raccontano di immigrazione e politica, della difficoltà di avere vent’anni, di crescere in una città come Beirut ancora segnata dalla guerra civile. Cantano di quanto sia difficile, in Libano, amarsi se si appartiene a confessioni religiose diverse, come nella malinconica Fasateen (Vestiti), o di quanto faccia male l’amore quando lo si perde, come nella struggente ballata Shim el-yasmine (Odora il gelsomino), che racconta di un amore omosessuale.
Nel video di Lil Watan (Per la nazione) si prendono gioco della musica tradizionale araba – impersonata da una ballerina di danza del ventre – che con la sua onnipresenza non dà spazio ai musicisti indipendenti.

La voce di Hamed Sinno, il cui stile è stato paragonato a quello di Freddie Mercury, è potente e profonda. Il cantante qualche anno fa ha fatto coming out in un paese in cui l’omosessualità è un tabù sociale e questo ha attirato sul gruppo le critiche degli ambienti conservatori: lo scorso agosto, alcuni abitanti della cittadina di Zouk Mikail, vicino Beirut, che ospita un festival musicale, hanno protestato contro il concerto della band in programma. Ma i fan dei Mashrou’ Leila hanno reagito con una campagna di sostegno sui social media.

Nel 2011 i Mashrou’ Leila hanno ottenuto il successo internazionale: i loro concerti sono sempre sold out a Dubai e al Cairo. Hanno suonato al Festival internazionale di Baalbek in Libano, poi ad Amman, Tunisi, Casablanca, Istanbul. Hanno fan in Palestina, Russia e Israele. Da circa due anni sono ininterrottamente in tour in Nordafrica, Medio Oriente ed Europa. I loro concerti fanno il tutto esaurito anche a Parigi e Londra. Nel 2014 sono stati tre volte in Italia: a Firenze, ospiti del Middle East now festival, poi a Parma, Mestre e Milano e infine a Napoli, dove hanno chiuso il Forum internazionale delle culture.

Fieri di essere indipendenti, per realizzare il loro terzo album, Raasuk, hanno usato il crowdfunding, con l’hashtag #occupyarabpop. I loro fan, con cui hanno un rapporto diretto tramite i social network, sono stati anche coinvolti nel processo di scrittura della prima canzone del prossimo album, che uscirà nel 2016.
Rifiutano l’etichetta di “colonna sonora della primavera araba” che gli è stata affibbiata dalla stampa occidentale. Loro, dicono, non vogliono né possono essere gli interpreti di quella stagione di rivolte. Sono prima di tutto musicisti. E amano fare puro e semplice pop.



Lil Watan




Altri hanno domato gli uragani per guidare il destino,ma è da una brezza che siamo spazzati via, e per rovinare noi
E quando si osa chiedere circa il deterioramento delle cose ti mettono a tacere con slogan e teorie cospirative
Le masse sono accusate di tradimento quando chiedono il cambiamento nella madrepatria
Ti hanno fatto disperare in modo da vendere i tuoi diritti per salvare la patria perduta
Ti hanno detto, "Basta predicare, venire a ballare con me un po' "
" Perché sei accigliato? Vieni a ballare con me un po' "
Ti hanno insegnato l'inno e hanno detto che la tua lotta è buona per la patria
Ti hanno sedato nell'arteria e hanno detto che la tua apatia fa bene alla madrepatria
Ti hanno detto"Basta predicare, vieni a ballare con me un po'"
" Perché stai accigliandoti? Vieni a ballare con me un po' .




Shim El Yasmine




Odora il gelsomino
e assaggia la melassa con la tahina
e ricorda di ricordarmi
oh fratello guai a dimenticarmi
oh amore mio oh destino mio

Avrei voluto averti accanto
Farti conoscere la mia famiglia e lasciarti incoronare il mio cuore
Cucinare il tuo piatto preferito, ordinare la tua casa
giocare con i tuoi figli, fare la tua donna di casa

Ma tu stai in una casa e io sono in un'altra
Magari non te ne fossi mai andato

E odora il gelsomino e ricorda di scordarmi



Fonti:
fanpage.it,
Internazionale,
wikipedia,
youtube,
lyricstranslate.com,

Meloman

 
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