ottobre 2020
IL GIGLIO, UN FIORE O UN SIMBOLO?
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Da una lunga passione non ribelle
È stata presa l'anima mia,
Il fragrante giglio, il tenero giglio,
Manda il suo profumo,
Mi ordina di valicare tutti i fiumi
Su velieri celesti,
Mi ordina di affondare per sempre
In quei cieli serali,
E quando mi abbandonerò al caldo,
L'azzurro caldo della sera
Nell'azzurro come un'onda
Azzurra mi porterà via...


Aleksandr Blok, Versi Italiani – Firenze, giugno 1909



Eretto, maestoso, elegante, stiamo parlando del Giglio. È il fiore ideale da regalare per la sua estrema bellezza.

Il Giglio, chiamato anche Lilium, ha le sue origini dall’Asia Minore, più precisamente dalla Siria , dalla Palestina e dai Balcani e solo successivamente è stato portato in Europa.
E’ una pianta bulbosa perenne e appartiene al genere Lilium.

La lunghezza del suo stelo può variare tra gli 80 centimetri fino ai 2 metri e possiede foglie dalla forma allungata. I suoi fiori, sono generalmente molto grandi e profumati ed hanno 6 carnosi petali. In natura ne esistono molte varietà ed ibridi che si trovano per lo più nelle zone boschive o nelle praterie.

Tra le specie di Giglio più diffuse troviamo il Lilium candidum proveniente dai Balcani. In Italia era già presente quando l’imperatore Augusto cominciò ad obbligare i romani a coltivare le piante più utili per abbattere i costi delle importazioni provenienti dall’oriente.
Grazie al suo aspetto il Giglio divenne una pianta spontanea molto diffusa.

Le specie molto diffuse sono il Lilium tigrinum o Giglio tigrato della Cina, di origine evidentemente asiatica e che si presentano dai toni gialli o aranciati con puntini neri e il lilium regale candido con sfumature rosa o gialle.

Il giglio bianco (Lilium candidum) è una delle piante da giardino più antiche del mondo. Possiamo trovare l’immagine del giglio dipinto dai Cretesi sui vasi, sui muri dei palazzi, inciso nei sigilli di misteriosi culti. Nel 1550 a.C. era stato realizzato sull’isola di Creta un famoso affresco minoico chiamato il Principe dei gigli.

Il giglio è un fiore che nella tradizione viene anche regalato in occasione degli anniversari di matrimonio, ed è un’usanza che risale fino all'antica Grecia.

Il Giglio viene considerato un simbolo di fierezza, legato alla nobiltà dell’anima, che un tempo veniva fatta combaciare con la nobiltà di casato. Di conseguenza il giglio è divento anche simbolo di nobiltà e di alto lignaggio.

Che riportato in campo sentimentale, vuol dire che donare alla propria amata uno o più gigli è come dirle "Tu sei la mia regina".
Nel linguaggio dei fiori e della piante il significato del giglio varia a seconda della specie e della colorazione: il giglio bianco simboleggia la verginità, la purezza, e la regalità d’animo; il giglio giallo simboleggia la nobiltà; il giglio rosa simboleggia la vanità; il giglio della valle è il simbolo della dolcezza e portato in dono rappresenta un augurio di felicità; la qualità chiamata giglio calla simboleggia la bellezza e quella chiamata giglio tigre simboleggia ricchezza e orgoglio.

Il Giglio è un fiore che accompagna moltissime leggende soprattutto d’ispirazione religiosa.
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Il pittore Tiziano Vecellio, e molti altri artisti (per es. Filippo Lippi nell’Annunciazione del 1435 o Leonardo da Vinci nell’Annunciazione del 1472) raffigura il Giglio nell’Annunciazione come il fiore offerto dall’arcangelo Gabriele a Maria simbolo della purezza della Vergine.

Nella tradizione biblica, il giglio è simbolo dell’elezione, della scelta dell’essere amato:

Come il giglio fra i cardi,
Così è la mia amata tra le giovani donne.


Cantico dei cantici, 1,2


Come accade spesso, mitologia e religione si fondono e si somigliano. Nella civiltà greca e in quella romana, il giglio veniva associato ad Era, moglie di Zeus, ritenuta la protettrice del talamo nuziale, analogamente a Sant'Antonio protettore del matrimonio e patrono della procreazione.
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Nell’opera del Tintoretto “L’origine della Via Lattea” è raffigurato un episodio mitologico che spiega la nascita dei gigli, nel tentativo di far diventare Ercole un immortale, Giove lo attacca al petto di Giunone che stava dormendo ma, il piccolo Ercole facendo svegliare la dea, fece gocciolare del latte in cielo, dove si generò la Via Lattea, e in terra dove crebbero immediatamente dei gigli.

L’opera del Tintoretto dipinta nel 1580 venne eseguita per Rodolfo II ed è oggi custodita alla National Gallery di Londra.
I Templari come gli Egizi fecero disegnare e scolpire nella pietra delle loro chiese e cattedrali figure in cui è racchiusa un’idea. In modo che chi è pronto possa interpretare il simbolo applicando la legge di corrispondenza, riunendo il visibile (il simbolo) con l’invisibile, il conoscibile (la forma) con l’inconoscibile. La parola “simbolo” deriva dal sanscrito e significa: riunisco, raccolgo, metto insieme. Simbolo è ciò che collega, cioè che svolge il ruolo d’interprete.

Il simbolo templare dopo la croce che caratterizzò come una firma i Templari, fu il giglio a tre petali, noto in Francia come il fiore di Lys. Il Fiore di Lys è onnipresente sia nella Cappella templare di Montsaunès sia nelle cattedrali gotiche. Il fiore stilizzato compare nello stemma dei re di Francia e della città di Firenze.
Questo fiore lo ritroviamo in Toscana nel Duomo di Barga (LU), nel duomo di San Martino a Lucca, dove troviamo una rappresentazione con quattro fiori di Lys a croce.

I più antichi esempi conosciuti di Fleur-de-Lys si possono trovare sui bassorilievi assiri già dal 3° millennio a.C. Un re assiro (722 a.C.-705 a.C.) indossa un casco coronato con il Fleur-de-Lys, che simboleggia la divinità.

Anche alcune antiche monete indù riportano una doppia rappresentazione del Fleur-de-Lys, che forma quello che gli indù e i tibetani chiamano vajra, cioè fulmine.

Fonti:
ilgiardinodeltempo.altervista.org/giglio-storia-arte-e-linguaggio-dei-fiori/
giardinaggio.it/fiori/linguaggio-dei-fiori/significato-giglio
gardenclubmilano.blogspot.com/2017/05/il-giglio-nella-storia-nel-mito-nellarte
it.wikipedia.org/wiki/Principe_dei_gigli
sapienzamisterica.it/simbolismo-templare


(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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