luglio 2021
LE FELCI
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Nel bosco
Nel bosco ogni vecchio gigante
sia abete, sia quercia, sia pino,
ha intorno, ai suoi piedi, un giardino
di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori,
e fragole rosse e lichene
cui l’albero antico vuol bene
suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe
protende più su verso i cieli
ai pensa a quegli umili steli
nell’ombra, fra l’erbe.

(L. Schwarz 1867-1943)

La felce è una pianta di origini antichissime, molti studi hanno dimostrato che la sua presenza risale a circa 350 milioni di anni fa. Oggi è rappresentata da circa 11.000 specie.
Le felci non hanno semi e quindi si diffondono nell'ambiente mediante le spore.

Sono le prime piante terrestri che hanno cominciato a differenziare un sistema di trasporto dei fluidi, permettendo così un accrescimento in altezza a differenza dei muschi che non sono riusciti ad affrancarsi totalmente dalla vita acquatica.

Sono piante senza fiori, frutti e semi, piante che sono classificate tra le Briofite e le Gimnospermae e che vengono comunemente dette, oltre che felci, equiseti, licopodi e selaginelle. Queste piante si differenziano pertanto dalle piante superiori proprio perché mancano di tutti i classici organi di riproduzione visibili e sono cormofite, ossia la pianta è, per tutto il resto, ben formata, costituita da vere radici, un fusto, foglie ed un sistema vascolare ben sviluppato.

Il fusto delle felci che conosciamo oggi è di solito dotato di un rizoma sotterraneo, ma nelle felci arboree tropicali può anche raggiungere dimensioni simili a quelle che hanno le palme.
Essendo di scarsa importanza economica, vengono coltivate principalmente come piante ornamentali.
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Essendo presenti sul suolo terrestre nel corso di così tanti secoli, sulle felci sono state create moltissime leggende.
Secondo la mitologia la felce era la pianta consacrata al dio Pan, il dio pastore, della campagna, dei pascoli e delle selve.

Nelle civiltà Etrusca e Romana le felci venivano considerate piante ambigue, in quanto si credeva che la felce avesse una natura sinistra ma allo stesso tempo fosse in grado di allontanare il male.

Nelle leggende medioevali però, la felce è nota per la sua associazione alla notte di San Giovanni (notte tra il 23 e il 24 giugno). Queste spiegavano che se si fossero trovati i semi di felce, che non sono visibili, si pensava donassero invisibilità a chi li possedeva. Si diceva, ad esempio, che fossero visibili solo a pochi fortunati ed esclusivamente la notte di San Giovanni, il Solstizio d’Estate.

Una leggenda narra che la felce abbia la capacità di generare un fiore magico di colore bianco candido, chiamato il fiore di San Giovanni e che nascerebbe, sboccerebbe e raggiungerebbe il massimo splendore proprio nella notte tra il 23 ed il 24 giugno. Questo magico fiore secondo le credenze avrebbe il potere di rendere invisibile.

Anche nelle fonti del Cinque-Seicento in moltissime zone d’Italia sono riportate svariate leggende intorno alle felci e al solstizio d’estate, un binomio che si credeva fosse portentoso per assicurarsi il benessere e tenere lontano il Demonio e le streghe.
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Fonti:
it.wikipedia.org/wiki/Pteridophyta
storiedifoglie.it/blog/i-semi-delle-felci-e-linvisibilita/
www.piante.it/felce/
www.ilgiardinodeltempo.altervista.org


(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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