gennaio 2022
COP26. FORESTAZIONE CONTRO LA CRISI CLIMATICA: ATTENTI A NON SPRECARE UN’OCCASIONE
AIAPP: OCCORRONO PROGETTI DI PAESAGGIO E RIQUALIFICAZIONE URBANA. E GLI ALBERI ‘NUOVI’ NON POSSONO RIMPIAZZARE QUELLI VECCHI .
I leader mondiali al G20 e alla Cop26 hanno messo alberi e foreste al centro dell’agenda politica internazionale. La consapevolezza del loro ruolo chiave nel contrasto alle emergenze climatiche e ambientali ha spinto la comunità internazionale a impegnarsi a piantare da qui al 2030 mille miliardi di alberi, in particolare concentrandosi sugli ecosistemi più degradati del pianeta.

È un impegno importantissima, ma va declinato correttamente per non perdere i benefici della forestazione: occorre piantare gli alberi giusti, nel luogo e nel modo giusto. È questa l’indicazione che arriva dall’AIAPP, l’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio.

“Oggi, l’emergenza climatica induce a piantare milioni di alberi, ma nel caso di messa a dimora nelle aree metropolitane devono rispondere a principi paesaggistici e di riqualificazione urbana, per non ‘sprecare’ l’intervento”, dichiara la Presidente AIAPP Maria Cristina Tullio.

“In altre parole serve progettare una rete che integri le strutture urbane e diventi un corridoio di biodiversità e conservazione delle funzioni di controllo microclimatico: produzione di ossigeno, cattura CO2, assorbimento particolato atmosferico, abbassamento della temperatura, bonifica del suolo, incanalamento dei venti, contenimento dei dissesti idrogeologici, filtraggio delle acque. Infrastrutture verdi, insomma, che creino ‘corridoi ecologici’ e sistemi di spazi pubblici di qualità per l’abitare collettivo, secondo tecniche progettuali precise e competenze”.

Secondo alcune stime, sulla Terra ci sono 3,05 trilioni di alberi: 400 per ogni abitante. Ogni anno se ne perdono 15 miliardi, circa 2 a persona. In termini di superficie vuol dire che l’area forestale complessiva è diminuita del 7,2% tra il 2000 e il 2013. Negli ultimi trent'anni è andata persa un’area forestale grande come l'Unione Europea e tuttora ogni anno sparisce una superficie forestale pari alla Libia.

Di fronte a queste cifre non si può inoltre pensare che il problema si risolva semplicemente piantando nuovi alberi nelle città al posto di quelli tagliati nelle foreste pluviali, ammonisce AIAPP. “La riforestazione deve andare di pari passo con la tutela delle foreste esistenti che sono quelle che più contribuiscono a contrastare la crisi climatica. In ambito urbano, è indispensabile poi preservare il patrimonio arboreo esistente (nei viali e nei giardini storici) perché un albero maturo cattura maggiori quantità di CO2, fino a centinaia di kg/anno, e ospita molta biodiversità, mentre un nuovo albero impiegherà decenni per arrivare ad avere le stesse capacità”, conclude Maria Cristina Tullio.



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Ufficio stampa AIAPP Silverback - Greening the communication

 
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