PLASTICA NEGLI OCEANI: QUALCOSA SI MUOVE
Alla fine di ottobre si è svolta a Bali la "Our Ocean Conference 2018con l’obiettivo di promuovere un'azione globale volta a mantenere la sostenibilità negli oceani.
Miliardi di uomini nel mondo trovano negli oceani il loro cibo e le loro attività, (stimate in 1,5 trilioni di dollari) inoltre la loro salute dipende dalla qualità delle acque.

I nemici ricosciuti dei nostri mari sono Il cambiamento del clima, l'innalzamento del livello del mare, la pesca eccessiva, le minacce di inquinamento delle sostanze plastiche, in paricolare le micro plastiche.
Questa conferenza si è svolta, non a caso, in Indonesia, secondo paese al mondo, dopo la Cina per inquinamento da pastica.
Hanno partecipato rappresentanti dei Governi, ong, ambientalisti, imprese specializzane nella raccolta e riciclo dei materiali provenienti dai rifiuti ed aziende che fanno riferimento a quasi trecento brand internazionali.
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La plastica costituisce l'80% di tutti i detriti presenti negli oceani, minaccia non solo la salute degli oceani, ma anche la sicurezza e la qualità degli alimenti, la salute umana, il turismo costiero e contribuisce al cambiamento climatico.
Il GEF, Global Envirimental Facility si è dato, insieme ad altri enti ed istituti, il compito di far crescere la consapevolezza dei governi, dei cittadini e delle imprese in merito a questo problema, promuovendo partnership pubblico-private, con esse migliori pratiche e esperienze condivise e lavorando per stabilire standard globali.

Importante questa iniziatva del GEFche è un organismo istituito alla vigilia del Summit della Terra di Rio del 1992 per contribuualeire ad affrontare i problemi ambientali più pressanti del nostro pianeta.
Da allora, il GEF ha erogato oltre 17,9 miliardi di dollari in sovvenzioni e mobilizzato ulteriori 93,2 miliardi di dollari in cofinanziamenti per oltre 4500 progetti in 170 paesi .
Oggi il GEF è una partnership internazionale di 183 paesi, istituzioni internazionali, organizzazioni della società civile e il settore privato che si occupa di questioni ambientali globali.

Negli ultimi 27 anni, il GEF ha supportato una serie di risultati notevoli:

1. AREE PROTETTE: investimenti in oltre 3.300 aree protette, che coprono oltre 860 milioni di ettari (ha), un'area più grande delle dimensioni del Brasile.

2. PAESAGGIO SOSTENIBILE E SEASCAPE: tutela della biodiversità e pianificazione di oltre 350 milioni di ettari di paesaggi produttivi e paesaggi marini.

3. GESTIONE FORESTARE SOSTENIBILE: supporto per oltre 380 progetti legati alla foresta, con $ 2,1 miliardi in sovvenzioni che hanno fatto leva su ulteriori $ 9,5 miliardi.

4. GESTIONE SULLA TERRA SOSTENIBILE: 103 milioni di ettari sono sotto la gestione sostenibile del territorio (SLM). Questi hanno beneficiato di oltre 50 milioni di piccoli proprietari.

5. RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GHG: supporto per 940 progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici che dovrebbero contribuire con 8,4 miliardi di tonnellate di riduzioni delle emissioni di gas serra dirette e indirette nel tempo.

6. GESTIONE INTEGRATA DELLE RISORSE IDRICHE: gestione sostenibile di 43 bacini fluviali transfrontalieri in 84 paesi.

7. SMALTIMENTO SICURO DI PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI: Phaseout di 29.000 tonnellate di ODP (potenziale di riduzione dell'ozono) e smaltimento corretto di oltre 200.000 tonnellate di POPs legacy nei paesi in via di sviluppo.

8. ADEGUAMENTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO: riduzione della vulnerabilità per oltre 11 milioni di persone in 130 paesi.
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A Bali, Il secondo giorno della conferenza, l’aministratore delegato del GEF Naoko Ishii ha parlato, nell'ambito del "Tackling Marine Plastic Inquution: Catalyzing Global, Innovation and Solutions" di un progetto in attoin Indonesia, che ha sviluppato un piano d'azione nazionale per la gestione dei rifiuti di plastica marina e ha promesso $1 miliardo per ridurre i rifiuti oceanici del 70% entro il 2025.

Nella stessa conferenza principale, l'amministratore delegato Ishii ha evidenziato i progressi compiuti dal GEF dall'ultima Conferenza di Our Oceans e ha annunciato l'impegno del GEF di $ 50 milioni per creare, ampliare e migliorare l'efficacia di oltre otto milioni di ettari di aree marine protette.

[img2dx] Anche le Nazioni Unite hanno dichiarato il loro impegno e Peter Thompson, inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l'Oceano, ha affermato che “ entro il 2030 invertiremo il ciclo negativo con l'oceano sostituendolo con uno di rispetto ed equilibrio” .
Molti gli interventi e gli impegni, per ora verbali, assunti, ma voglio richiamare l’attenzione sul ruolo che si sono assunte, forse per la prima volte, alcune delle grandi imprese presenti.

Il 29 ottobre 2018 è stato lanciato “ A line in the sand”, progetto finalizzato ad eliminare l’inquinamento della plastica dalla fonte, siglato da oltre 250 organizzazioni, inclusi i più grandi produttori mondiali di materiali per imballaggio, insegne, rivenditori, trasformatori, governi, ONG, istituzioni e oltre 40 istituti accademici.
Tra gli altri, per l’Italia, Novamont, leader mondiale nel settore della bioeconomia e nella produzione di bioplastiche biodegradabili e compostabili, è tra gli attori chiave a sostegno dell’iniziativa.


Tale Global Commitment, promosso dalla Ellen MacArthur Foundation e dalla New Plastics Economy (il protocollo firmato da 40 aziende al World Economic Forum di Davos che mira a creare un’economia sostenibile della plastica), in collaborazione con l’Assemblea per l’ambiente della Nazioni Unite, è stato ufficialmente presentato con l’obiettivo di ridefinire i confini dei materiali plastici per imballaggio.


Tra i nuovi target vi sono: eliminare i materiali plastici inutili o difficili da riciclare promuovendo una transizione dal monouso al riutilizzo; assicurare che entro il 2025 il 100% dei materiali plastici per imballaggio sia riciclabile, riutilizzabile o compostabile; immettere nel mercato plastiche che siano sempre più prodotte a partire da materiali riciclati.


Questi nuovi target saranno rivisti ogni 18 mesi, diventando progressivamente sempre più ambiziosi. I soggetti aderenti si impegneranno a fornire ogni anno dati sui loro progressi nel costruire la “New Plastic Economy”.


IMPEGNI:
La visione ha sei punti chiave:

1. L'eliminazione di imballaggi in plastica problematici o non necessari attraverso la riprogettazione, l'innovazione e nuovi modelli di consegna è una priorità

2. I modelli di riutilizzo sono applicati laddove pertinenti, riducendo la necessità di imballaggi monouso

3. Tutti gli imballaggi di plastica sono riutilizzabili al 100%, riciclabili o compostabili

4. Tutti gli imballaggi in plastica vengono riutilizzati, riciclati o compostati nella pratica

5. L'uso della plastica è completamente disaccoppiato dal consumo di risorse limitate

6. Tutti gli imballaggi di plastica sono privi di sostanze chimiche pericolose e la salute, la sicurezza e i diritti di tutte le persone coinvolte sono rispettate.



Fonti:
Our Ocean 2018,
newplastic economy,
thegef.org,
repubblica.it,
Novamont
Sergio Saladini