RICORDIAMOCI... DEGLI OSPEDALI
Qualcuno insiste da anni che la sanità è, in Lombardia, LA SANITA’, L’eccellenza, le cure e le strutture migliori del paese. Non ci fai molto caso, quasi ci credi, nonostante tu sappia che chi telo dice ha specifici interessi. Ti hanno raccontato che l’80% dei primari, in Lombardia, fa parte dello stesso gruppo, forse la cifra è un po’ diversa ma ti fai un’idea.

Un giorno vai di corsa al pronto soccorso del Policlinico di Milano, via Sforza. Ti ricordi che, 10 anni fa, il pronto soccorso era come un girone infernale, tutti i pazienti in un salone, sui lettini, da visitare, in attesa di letto, medici che giravano alla larga, un amico che rimase sei ore in attesa con un blocco intestinale, vivo per miracolo.

Entri, tutto nuovo, costruito da soli 3 anni, ti fanno le prime domande, codice verde che poi diventa giallo, visita, ricovero lì in osservazione. E cominci ad avere una enorme quantità di tempo libero, non pensavi che ti trattenessero perciò non hai un libro, neppure un giornale. Ti guardi in giro, gli altri ricoverati, medici, infermiere/i, inservienti, parenti, poliziotti, barellieri.

Va detto che medici ed infermiere/i conoscono il lavoro, efficienti, perfino gentili. Tra i ricoverati c’è di tutto, dall'incidente in moto alle signore un poco confuse, a quello con la faccia distrutta perché l’hanno picchiato, in un posto che il poliziotto conosce bene, dal signore molto anziano che viene prestissimo a fare compagnia alla moglie, lei lo saluta da lontano appena lo vede, lui fa passi così piccoli che impiega 30” per fare 20 metri, al barbone che si preoccupa se lo dimettono tardi perché il suo albergo chiude presto.

Poi passi all’ambiente. Tra il pavimento e le pareti c’è una fuga nera. Il controsoffitto ha pannelli appoggiati con un gradino di 5 mm più basso della struttura portante, polvere visibile.
Passano la mattina i pulitori del pavimento, con lo spazzolone, però si fermano prima della parete di fondo perché c’è il tavolino, quindi l’ultimo metro rimane come prima. Le pantofole: si gira attorno. C’è un pezzo di carta: è lontano, resta lì.

Da una stanza per 9 persone ti portano in una da due ma sei il terzo, contro il muro ad ingombrare il passaggio, capisci subito che è meglio del corridoio, dove stanno già 4 persone.
Senti un rumore dall’impianto dell’aria, poi arriva un altro molto più forte, qua non si dorme, accidenti. Sei esperto, hai la app del fonometro nel telefono, ascolti e misuri.

Unità di trattamento aria che fa circa 50 dB(A).
Autoclave che fa circa 60 dB(A).
Livello massimo accettabile per legge da impianti continui interni: 25 dB(A).
Per l’accreditamento dell’azienda sanitaria, non puoi superarli.

Gli avanzi di cibo restano lì fino al mattino, nel cestino della carta, messi da un parente, che chiude anche il sacchetto.
Cade l’occhio sulla grata del riciclo dell’aria condizionata. Mezzo chiuso dalla polvere depositata sulle lamelle: germi e virus polmonari in festa. Si veda foto.
Sporcizia, contaminazione, rumore. Per ora sei vivo, settimana prossima vedremo.
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Folco de Polzer