RICORDIAMOCI DELLA VELOCITA'
Negli anni ’90, un collega di Birmingham, esperto di rumore nell’amministrazione della città, mi dice che era già pronto un sistema di microchip da inserire nelle automobili, collegato a portali all’ingresso di città e paesi, che avrebbe automaticamente ridotto la velocità dei veicoli a 50 km/h negli abitati. L’amministrazione avrebbe voluto usarli ma due erano gli ostacoli: li devono usare tutte le auto, le reazioni delle case costruttrici di veicoli erano state diciamo così, intense, molto decise.
Si trattava di un gruppo della UE che discuteva dei metodi per diminuire la velocità delle auto, prima causa dell’eccessivo rumore proveniente dalle strade.
Ci dicemmo che sarebbe stato bello ma che era certamente troppo presto, chissà quando sarebbero stati maturi i tempi.
Adesso arriva una proposta di legge al Parlamento Europeo che cerca di limitare i danni prodotti dall’eccesso di traffico e di proteggere l’utenza debole, vale a dire i pedoni, i ciclisti, i cittadini in casa, a passeggio, ovunque.

I costi legati all’inquinamento dell’aria ed al rumore prodotti dai veicoli, sono stati finora sostenuti dalla società, in termini di abbassamento del livello di salute della popolazione, di decessi prematuri, di degrado dell’ambiente. Da quella proposta di direttiva in poi, “chi usa paga”, cioè i costi dovranno essere sostenuti dai fruitori dei trasporti, sia individuali, che collettivi, che di merci.
Sappiamo che l’impostazione della normativa europea è economicista. Lo spostamento dei costi usato per regolare l’evoluzione della società. La ricerca di un equilibrio tra la spinta contro qualunque regola, che tanto piace al mercato, e la difesa dei cittadini. Dalle leggi antitrust alla difesa dell’ambiente. Le opinioni sul metodo hanno altre sedi di discussione. Qui ci basta cercar di capire l’evoluzione in corso.

Lo sviluppo della motorizzazione è forse vicino ad un punto di saturazione, le nuove infrastrutture hanno lo scopo di rendere più veloci gli spostamenti ma non ne abbassano di molto i costi.
Lo sviluppo della mobilità elettrica (si veda l’articolo di Zabot in questo numero) ha il vantaggio di concentrare le fonti d’inquinamento nelle centrali elettriche, dove è possibile un migliore controllo delle emissioni, di ridurre le emissioni di CO2 del 30% e di togliere la rumorosità dei motori. Ma non quella delle gomme. Certo, la polluzione di gas e particolato avverrà lontano dal luogo di transito dei veicoli, e non è poco. Ma avverrà.
I costruttori ci informano sulla velocità del veicolo elettrico tra zero e 3 secondi, quando sarebbe meglio avere un’autonomia di 1.000 km.

Le truffe di molti produttori sulle emissioni dei motori diesel, ci hanno fatto capire che la riduzione delle emissioni dei motori a combustione di derivati fossili, ha dei limiti insuperabili per cicli di combustione che risalgono all’800. E’ il primo passo.
Ora occupiamoci della velocità. Se vogliamo ridurre di 3 decibel, il rumore emesso da 20.000 auto che passano in una strada in 24 ore, dobbiamo dimezzare il traffico a parità di altre condizioni: 10.000 veicoli (miracoli dei logaritmi) . Penseremo poi dove mettere i 10.000 veicoli espulsi e dove fuggire perché inseguiti da 10.000 automobilisti.

Ma se riduciamo di 15 km/h la velocità, otteniamo una riduzione di circa 3 dB, quelli che stavamo cercando. Diminuendo le accelerate, migliora la qualità della combustione, quindi meno residui carboniosi e meno ossidi d’azoto. I dati derivano dall’esperienza fatta, a partire dagli anni 1994 – 97, quando fu introdotto il limitatore obbligatorio per i bus extraurbani. I nuovi limitatori agiranno sulla pompa d’iniezione, ed avranno un sistema di registrazione della velocità per ogni secondo, permettendo un facile controllo dei comportamenti dei guidatori.

Inoltre gli pneumatici si consumeranno di meno e diminuirà la quantità di metalli pesanti nell’aria. Se ne parla poco ma altrove stanno più attenti. In Germania, agli allevamenti di bovine che si trovano in una fascia di 250 metri dalle autostrade e altre strade di grande comunicazione, è proibito produrre carne che vada nei wurstel. A causa dei metalli pesanti presenti nella carne dei vitelli.
Ulteriore vantaggio è l’indubbia diminuzione degli incidenti e dei danni conseguenti agli incidenti stessi.
La proposta riguarda autocarri, furgoni e veicoli leggeri. Dovremo adattare le nostre abitudini, i comportamenti, i tempi di percorrenza.

Lo studio UE, sul quale si basa la proposta di Direttiva, valuta un risparmio di 3 miliardi di Euro/anno nella UE. Ma siamo di fronte ad un totale di esternalità negative del sistema dei trasporti di circa 1.000 miliardi di Euro. Il trasporto su gomma, complessivamente, paga il 50% circa dei costi generati. Significa che il 50% è a carico della società.
Caro lettore che non hai l’auto, vai a piedi ed in treno, paghi anche quello che non usi.
Ora prende forza la discussione sulla proprietà individuale del mezzo di trasporto, piuttosto che quella condivisa.

Per maggiori dettagli si veda il link a it.businessinsider.com
Folco de Polzer