LA DEA FORTUNA
La canzone che vi proponiamo questo mese è contenuta in un film di grande successo “La dea Fortuna” di Ferzan Ozpetek.
Innanzitutto il luogo da cui prende il nome il film esiste veramente ed è il santuario della Fortuna Primigenia un complesso sacro dedicato alla dea Fortuna nella città di Praeneste (oggi Palestrina)
Il santuario fu costruito alla fine del II secolo a.c., il complesso, tradizionalmente considerato di età silana, ma ritrovamenti attestano tuttavia l'esistenza del culto già dal IV - III secolo a.c.

[img1sx]Fu costruito probabilmente grazie a gruppi associati di cittadini, desiderosi di affermarsi dopo essersi arricchiti con i flussi di denaro e di manodopera provenienti dall'Oriente grazie alle guerre e ai notevoli traffici commerciali. …. Il santuario era celebre in tutto il mondo Romano per il culto della Fortuna Primigenia ovvero "prima-nata" dei figli di Giove, ma anche Primordiale e dunque Madre e contemporaneamente figlia di Giove.

Il culto era associato all'oracolo che avveniva mediante l'estrazione delle sortes, le sorti. I fedeli e i devoti provenienti da ogni parte chiedevano responsi per le loro necessità alla divinità.
Essi non accedevano direttamente alle sorti, incise su tavolette in caratteri antichi, che venivano invece estratte da un bambino. Costui simboleggiava Iupiter Puer (Giove Bambino) molto venerato dalle madri di Preneste.

Durante l'Impero al titolo Iupiter Puer fu accostato quello di Iupiter Arcanus, cioè custode (sovrannaturale) dell"arca". L'arca era il contenitore in legno di ulivo, l'albero miracoloso che sorgeva sul terreno su cui il santuario venne costruito.
L'arca dunque fatta con il legno dell'albero sacro custodiva le "sorti" che davano i responsi dell'oracolo.
Il santuario si articola su sei terrazze artificiali, edificate sulle pendici del monte Ginestro, collegate tra loro da rampe e scalinate di accesso.

Perché evocare questo santuario nel titolo del film?
Forse perché “La Dea Fortuna è un segreto, un tocco magico. Come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi e lui ti scende fino al cuore. Da quel momento quella persona sarà sempre con te”. (due righe.com).


Il film diretto da Ferzan Ozpetek, vede protagonista Alessandro (Stefano Accorsi) e Arturo (Edoardo Leo), insieme da più di 15 anni.
Come molte coppie di lunga data, anche la loro, mossa all'inizio da un forte vento di passione, si è trasformata col tempo. I momenti focosi sono diminuiti, lasciando spazio a un grande affetto.
Ultimamente, però, il loro legame sembra non riuscire più a superare alcun ostacolo, trascinando il loro rapporto in una logorante crisi relazionale. Un giorno Annamaria (Jasmine Trinca), la migliore amica di Alessandro lascia in custodia a lui e al suo compagno i due figli e l'improvviso arrivo dei bambini nelle loro vite dà una svolta alla coppia e alla noiosa routine in cui sono caduti.

Alessandro e Arturo arrivano a compiere una scelta totalmente folle... ma ogni grande amore nasconde in sé un briciolo di pazzia.
Ozpetek si ritrova infatti a parlare ancora una volta d'amore e, avvalendosi di una colonna sonora che comprende la bellissima e struggente “Luna diamante” (cantata da Mina e scritta e composta da Ivano Fossati).
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Luna Diamante è stata scelta sia per la colonna che per il trailer di La Dea Fortuna, film di Ferzan Ozpetek.
La canzone racconta il valore della fatica e quello dell’attesa, quello del perdono e quello del ritrovarsi.

La magistrale interpretazione di Mina è appassionata, sorretta dal pianoforte nel registro grave e dagli archi diretti da Celso Valli, che la accompagnano seguendone l’estensione: la forza comunicativa ed emotiva di Luna Diamante svela una Mina quasi inedita dalla potenza cruda, sincera e reale.
Il brano è totalmente affidato a Mina, ma nei vocalizzi finali si unisce Fossati, come in una tenera risposta. ( M B music blog).

Luna diamante.
Mina, Ivano Fossati

Non voglio ballare
C'è solo mezza luna stanotte
Niente può accadere
Perfino lontano da niente succede qualcosa
Ma non qui
Mi serve qualcuno
Che pensi a me come si pensa a una sposa
Allora portami a casa
Dove eravamo rimasti
La gente parlava e beveva
L'amore era quasi innocente
C'è una luna turchese e diamante stanotte
Che può spezzarmi il cuore
Tu con le tue mani
Io con i miei occhi
Con la mia bocca
Tornando a casa
Aiutiamoci a ricominciare
Vestita come una signora
Solo per farmi amare
Ma non sono sicura
Che non sia tardi stanotte
Per tutti e due
E tu perché non parli?
Una parola sospenderebbe il mio rancore
Io non so più quello che dico
Umiliata in silenzio
Forse strappata dal mio sentimento
So, so che anche in piena luce
Saresti il mio primo pensiero
Fin troppo vivido…


Fonti:
Wikipedia,
youtube,
LyricFind,
M B music blog,
due righe.com.
Meloman