IL TARASSACO CHE VIAGGIA CON IL VENTO
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Il pallido Gambo del Dente di Leone
stupisce l'Erba
e l'Inverno d'un tratto diventa
un infinito Ahimè
sul gambo si leva un'inusitata Gemma
e poi un chiassoso Fiore
il Proclama dei Soli
che la sepoltura è finita.


di Emily Dickinson


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Il taràssaco comune (Taraxacum officinale )è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Asteracee. L'epiteto specifico, officinale, ne indica le virtù medicamentose, note fin dall'antichità e sfruttate con l'utilizzo delle sue radici e foglie.

In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.
È comunemente conosciuto come dente di leone, dente di cane, soffione (l'infruttescenza), cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, brusaoci, insalata di porci, pisciacane, lappa, missinina, piscialletto, girasole dei prati, erba del porco o anche con lo storpiamento del nome in tarassàco.

È una pianta erbacea e perenne, ha un’altezza compresa tra 10 e 30 cm. possiede una grossa radice dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei. Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone).

Il tarassaco è una pianta che cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un'altitudine di 2000 m e in alcuni casi con carattere infestante.
È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra.

Il tarassaco viene usato sia dalla cucina sia dalla farmacopea popolare. La terapia a base di foglie o radici di tarassaco è chiamata "tarassacoterapia".
Questa pianta è di grande interesse in apicoltura, perchè fornisce alle api sia polline sia nettare e se ne può ricavare un ottimo miele monoflorale, che cristallizza abbastanza velocemente.
La fioritura avviene in primavera per la maggior parte in aprile-maggio ma si può prolungare anche fino all'autunno.
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Il fiore di questa pianta è in realtà un'infiorescenza, ossia un insieme di più fiori su uno stesso asse, che, una volta fecondati, danno vita a un'infruttescenza. Quest'ultima è formata da tanti piccoli acheni, frutti secchi che racchiudono il seme. L'achenio è provvisto di un pappo, che è un ciuffo di peli bianchi, che a sua volta agevola, grazie al vento, la dispersione del seme . Questo sistema permette quella che viene chiamata la disseminazione anemocora: il vento trasporta i semi, e li fa atterrare a diversi chilometri di distanza dalla pianta madre, dove, se sono presenti le condizioni opportune, potranno svilupparsi e crescere.

Il soffione è sempre stato collegato all’idea del desiderio. Infatti la credenza popolare dice che soffiando energicamente sul pappo del fiore, se si riesce in un sol colpo a disperderne tutti i semi, il desiderio espresso si realizzerà.
Secondo una leggenda irlandese, la corolla del soffione è la dimora delle fate , dove si sono rifugiate quando non hanno più potuto essere libere di scorrazzare nei prati e nei boschi, per non essere viste dagli uomini che erano diventati molto presenti nei paesaggi naturali.

Si narra anche che Teseo mangiò per 30 giorni di fila solo denti di leone allo scopo da diventare abbastanza forte da affrontare e sconfiggere il Minotauro.
Il ciclo del soffione ha rappresentato anche l’alternanza tra giorno e notte, sole e luna. Perchè il fiore del dente di leone è giallo e dorato, proprio come il sole e in seguito si trasforma in una candida sfera simile alla palla lunare. Quindi al soffione sono stati attribuiti poteri magici.

Nel linguaggio dei fiori, il soffione simboleggia la forza, la speranza e la fiducia.

(foto Anna Zacchetti)


Fonti:
it.wikipedia.org/wiki/Taraxacum
www.saperescienza.it/news/tecnologia/
www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/soffione-leggenda/
Anna Zacchetti