MUORE L'ALCANTARA
Questo quanto riporta wikipedia:
“L'Alcantara (in latino Assinus, in greco antico Akessines, è un fiume della Sicilia orientale lungo 53 chilometri, tributario del mar Ionio. Il suo bacino idrico si estende per circa 603 km² nel territorio delle città metropolitane di Messina e di Catania ed è tutelato dall'Ente Parco Fluviale dell’Alcantara.
L'Alcantara nasce dai Nebrodi a circa 1.400 m dalla Serra Baratta, nel territorio della città di Messina. Dirigendosi impetuoso verso sud entra nella città di Catania giungendo in breve nella parte Nord della cittadina di Randazzo: qui muta bruscamente direzione grazie alla "spinta" del suo principale affluente di destra: il fiume Flascio.

Rimpinguato notevolmente nella portata dall'affluente l'Alcantara si dirige verso est compiendo praticamente un angolo retto (è da precisare che sulle carte il fiume principale parrebbe essere addirittura il Flascio e non l'Alcantara tanto è netto l'angolo di confluenza).

Da qui il fiume prende a scorrere tra il massiccio di origine vulcanica del monte Etna a sud e i contrafforti meridionali dei monti Nebrodi e Peloritani. a nord, fungendo sino alla foce da confine tra le città metropolitane di Messina e di Catania. Dal comune di Moio Alcantara in poi il fiume inizia a scorrere per lo più incassato, lambendo i centri di Francavilla di Sicilia e Castiglione di Sicilia.

Presso Motta Camastra in località Fondaco Motta, dopo aver ricevuto da sinistra il torrente Zavianni, il fiume si inforra in un tratto ingolato costituito da lave basaltiche, vecchie di 300.000 anni, delle fessurazioni pre-etnee, le cosiddetteGole dell’Alcantara, meta assai celebre e frequentata ogni anno da migliaia di turisti.
Da Gaggi fino verso Calatabiano il fiume amplia l'alveo per tornare a restringersi in prossimità della foce, nel territorio di Giardini Naxos, dove solcano le campate del famoso ponte romano Al qantarah (il ponte ad arco), dal quale derivò il nome di questo corso d'acqua. La foce avviene nel Mar Ionio e precisamente in località San Marco.
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L'Alcantara è uno dei principali fiumi siciliani per portata media d'acqua in quanto seconda solo a quella del Simeto con circa 9 m³/s. Dove però si considerasse la regolarità di regime delle portate il fiume è sicuramente il primo della regione in quanto assai più regolare rispetto al Simeto. Ciò grazie alla collocazione dell'alto bacino che si estende in una delle aree più piovose della Sicilia unitamente all'approvvigionamento dato dai nevai dell'Etna e al carsismo dei terreni di origine lavica del medio bacino, spiega la sua cospicua portata annua e la presenza di acque anche nel periodo estivo. Non mancano in ogni caso piene eccezionali dovute a piogge insistenti, come avvenuto recentemente nel dicembre 2003, durante le quali l'Alcantara può mostrare un'impressionante irruenza soprattutto nel tratto ingolato.”

Tutto quanto appena riportato non corrisponde più alla realtà dei fatti, il fiume Alcantara, oggi sta scomparendo.
Con buona pace dei tanti turisti che ogni anno venivano da tutto il mondo ad ammirare le famose Gole dell’Alcantara.
In alcune zone del fiume, come quella delle cosiddette “Piccole Gurne”, è addirittura possibile camminare sul letto.
Un fenomeno, questo, che negli ultimi tempi ha raggiunto il parossismo, ma che si era verificato – seppur con entità diversa – già in passato, come ci spiega Annamaria Nossing, presidente del Circolo Legambiente Taormina/Alcantara.

“Il fiume ha subìto, già la scorsa estate, un fenomeno di secca prolungato nel tratto fra il ponte di Castiglione di Sicilia e Randazzo (piccole gurne), con una grave perdita di fauna ittica. Il fenomeno quest’anno si è riproposto nello stesso tratto, aggravato da un calo di portata anche nel tratto a scendere (gurne e gole Alcantara)”. Ma quali sono le conseguenze di questa crisi idrica?
“Il sistema fluviale, prosegue Nossing, è un ecosistema chiuso, quantità e qualità delle acque ne determinano l’equilibrio e il mantenimento. Una diminuzione della portata determina un innalzamento delle concentrazioni degli elementi inquinanti.

Inoltre la totale mancanza di acqua determina la moria dei pesci, delle alghe e muschi. Il fiume – precisa – non è soltanto il letto dove scorre l’acqua, ma si compone delle rive e delle aree marginali, che vengono influenzate dall’umidità dell’area e dalla temperatura meno soggetta alle incursioni termiche dei cambiamenti climatici”.

Naturalmente al centro dell’attenzione ci sono anche le cause di questo fenomeno che, secondo l’analisi di Legambiente e di altri enti che lo stanno studiando, sono molteplici: “Surriscaldamento globale, cambiamenti climatici e captazioni (ovvero prelievi d’acqua), autorizzate o meno, eccessive e comunque non monitorate”. Sempre a proposito delle cause e commentando la decisione della Regione Siciliana, che ha recentemente nominato una commissione d’inchiesta per chiarire il fenomeno, Annamaria Nossing aggiunge:
“Con l’Ente Parco Fluviale e le associazioni ambientaliste presenti sul territorio, quali WWF e LIPU, si sono individuate già da tempo le cause che determinano la perdita di portata del fiume.

Mancano, però, gli interlocutori che possano rivedere i contratti che la Regione ha stipulato con Siciliacque per la captazione delle acque di un affluente del fiume e mancano le rendicontazioni precise di quanta acqua viene captata esattamente”. Quali potrebbero essere le soluzioni? “Sorge, quindi, la necessità urgente di: creare dei bacini di ripopolamento ove il mantenimento di una certa quantità di acque fluviali sia garantito, creare delle aree di fitodepurazione, per evitare che il malfunzionamento dei depuratori dei diversi comuni intacchi le acque fluviali, obbligare agricoltori e privati a munirsi di vasche di stoccaggio invernale di acque piovane e, se autorizzati, di acque fluviali”.

In merito alle accuse venute da più parti Sicilacque, società partecipata della Regione, ha voluto fare delle precisazioni diffondendo una nota ufficiale: “Il sopralluogo effettuato martedì (in occasione del tavolo tecnico al quale hanno partecipato, tra gli altri, il dipartimento regionale Acque e rifiuti, il Parco fluviale dell’Alcantara, l’Autorità di bacino e i Geni civili di Catania e Messina) per la verifica degli strumenti di misurazione delle acque provenienti dalla galleria drenante Alcantara, ha escluso che la secca di alcune parti del fiume sia addebitabile alle captazioni di Siciliacque.

Dai dati raccolti emerge infatti che i prelievi di Siciliacque siano addirittura inferiori del 50% rispetto ai valori previsti in concessione (massimo 520 litri al secondo)”. Secondo la società, dunque, a determinare il prosciugamento è il combinato disposto di altri fattori: siccità, prelievi abusivi e nuova geologia.
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Mentre la commissione regionale sta cercando di individuare “il combinato disposto” l’acqua non scorre più, centinaia di pesci sono morti, ambientalisti locali e turisti internazionali sono indignati!
Per quanto possibile vi terremo informati.




Fonti:
Youtube
Wikipedia
fanpage
Quotidiano di Sicilia
Sergio Saladini