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marzo 2025
GLI ABORIGENI
Mentre finora abbiamo scritto di personaggi che con i loro studi, le loro azioni, la divulgazione di criteri e comportamenti sono stati utili alla difesa dell’ambiente e ci hanno fornito un sistema di idee utili sempre, permettendoci di fare piccoli passi avanti, è il momento di parlare degli sconfitti.

Sono i popoli aborigeni, non solo dell’Australia ma anche Nuova Zelanda, Tasmania e le altreparti del mondo occupate dagli Europei. Gli Australiani sono tra le vittime più note. Vivevano distribuiti nel continente, 200 lingue diverse, un milione di persone divise in 6-700 parti diverse del territorio, tribù ma anche villaggi con il proprio totem, che rappresentava l’anima del gruppo.
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De Martino, nel suo testo sulla magia dei primitivi, narra di un gruppo che si stava trasferendo in altro territorio, il totem fu semidistrutto da un incidente, il gruppo si fermò e si lasciò morire in poco tempo, la fine del totem corrispondeva alla fine del gruppo.

In Chatwin si trova la spiegazione dei lunghi viaggi da un villaggio all’altro, come è possibile trovare la strada, la cantiamo. A un europeo mancano riferimenti culturali per capire, possiamo solo prendere atto.

Non sfruttavano la natura come gli europei, utilizzavano quello che era sufficiente, che poteva rigenerarsi, accettando fisiologici limiti all’espansione demografica. Per la rigenerazione utilizzavano incendi controllati, per evitare che le erbe soffocassero piante commestibili come il mumong, per far crescere anche erba fresca invece di lasciare quella secca, ed produrre il foraggio per le loro prede. Erano cacciatori, raccoglitori ma anche, in alcune zone, allevatori di pesci.

Facciamo le anime belle sulla foresta amazzonica, giusto, ma l’Italia era piena di boschi e foreste, il Carso ai tempi dei romani era tutta una foresta, con alberi buoni per fare le navi, Diventa rapidamente una distesa di rocce bianche perché il vento porta via la terra, l’acqua non rallentata porta via un’altra parte nel sottosuolo carsico, appunto. Lo sviluppo dell’agricoltura in Europa ha portato alla riduzione dei boschi, in alcuni casi alla sparizione. Nella pianura padana nel ‘600 1/3 del territorio era coperto da boschi.

I nativi americani delle pianure, uccidevano il numero di bufali che dava carne e pelli per un anno, poco restava per gli avvoltoi. All’arrivo di Pizarro in Perù, il sistema Inca di approvvigionamento garantiva ad ogni villaggio 10 anni di scorte.

Pochi furti perché la popolazione era divisa in gruppi di 10, uno dei quali era responsabile per gli altri 9, se uno qualunque commetteva un reato era lui ad essere punito. Il disastro dell’Africa è più noto ma quando gli africani tentarono di ribellarsi, troviamo in Mali, in Namibia, in Tanganika la stessa idea guida, ammazziamoli tutti.

Adesso possiamo agire su piccoli dettagli, anche se importanti, come ridurre il consumo del suolo anche se la battaglia è perduta, ridurre l’inquinamento e il consumo di petrolio e gas non diminuisce.
Proviamo ugualmente.
Folco de Polzer

 
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