maggio 2022
L’ELASTICO VIBURNO
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Il Gelsomino Notturno
di Giovanni Pascoli

E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . . .
È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.


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Il viburno appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae e comprende circa duecento specie di arbusti di dimensioni varie.

E’originario dell'Asia e dell'Europa. Nel nostro paese queste piante crescono spontanee nei boschi di querce e il viburnum viene chiamato anche “palla di neve” per via della forma quasi perfettamente sferica che i suoi gruppi di fiori, piccoli e di colore bianco/biancastro assumono.

Il Viburno è un albero che raggiunge anche i 10 m ed è anche un arbusto che può raggiungere i 5 m di altezza, ha un fogliame caduco o persistente. Il fogliame è molto decorativo e una caratteristica è l’abbondante fioritura a maggio, con fiori solitamente di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o cime ombrelliformi.
La sua coltivazione è particolarmente fiorente nella regione olandese di Alsmeer.
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Nella penisola italica l’arbusto sempreverde più diffuso è quella del viburno tino, contraddistinto dalla grande forza ed adattabilità a tante situazioni e climi. È una pianta che necessita di poca manutenzione, e può sopportare temperature abbondantemente sotto lo zero termico, fino a -10/15°C.

Il nome ha origini antiche e precisamente latine. Deriva infatti dalla parola “viere”, verbo che significa “realizzare un intreccio”, e da “vovorna”, cioè “di zone selvatiche”.
I suoi rami sono estremamente flessibili, eppure particolarmente resistenti. Nell'antichità, infatti, i rami venivano usati come frusta.

Le aste delle frecce che portava con sé l’uomo preistorico ritrovato sul Similaun, in alta Val Senales, e che visse nel 3300-3100 a.C. erano fatte di legno di Viburnum lantana. Ed erano fatte con viburno ancora nel VII sec. d.C. quelle degli archi barbarici ritrovate nel Sud della Germania.

Nell’antica Roma è Virgilio che parla del viburno nelle Georgiche, un’opera dedicata all’agricoltura, in cui consiglia di piantare timo e viburno attorno agli alveari, perché le api abbiano a portata piante mellifere. (Libro IV, vv. 112-15).
Sempre Virgilio, nelle Bucoliche, confronta Roma con Mantova (dove egli è nato), e paragona queste due città rispettivamente al cipresso e al viburno (Libro I, 19-25).
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Il viburno, nelle case del mondo romano antico era considerato augurale tanto che veniva raffigurato volentieri. Lo si può trovare anche negli splendidi affreschi di Pompei.
Pur trattandosi di una pianta rustica e quindi teoricamente necessitante di poche cure, il suo significato nel linguaggio dei fiori è quello di “muoio se mi trascuri”.


Fonti:
gardenclubmilano.blogspot.
it.wikipedia.org
https://www.pollicegreen.com/significato-fiori-viburno/29059/
www.giardinaggio.it/giardino/piante-da-giardino/viburno.asp
www.heliconiaevents.it/home-1/il-significato-dei-fiori/leggenda-storia-e-curiosita


(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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