giugno 2022
ZINO PENSIERO - SCONFINAMENTI LESSICALI ED OLTRE: DAL MASCHILE AL FEMMINILE, PIRANDELLIANO EROTISMO
Capita certe volte di trovarsi nelle vicinanze di gruppi di studenti senza avere alcun legame di parentela o di amicizia con qualcuno di loro.
Spesso il turpiloquio è la loro forma più comune di comunicazione.

Per amore della verità, si deve necessariamente aggiungere che non tutti i gruppi adolescenziali sono affetti dalla sindrome della turpe comunicazione.
Anche nella comunicazione televisiva, sia quella proposta in presa diretta sia quella costruita negli studi televisivi, è diffuso il fenomeno.

Anzi, si ha l’impressione che il calcare la mano sul turpiloquio sia produttivo in termini di auditel. D’altro canto, i prodotti televisivi non possono allontanarsi molto dalle abitudini comunicative degli spettatori, che mostrano di gradire sommamente queste esibizioni triviali.

Anche la letteratura, nei periodi di moda del realismo linguistico, ha proposto lacerti comunicativi di forte tensione espressiva, che non escludevano il turpiloquio.
Sono tante le tipologie del turpiloquio, ma gli argomenti preferiti sono la sessualità, la morale, la religione, i rapporti familiari, le abitudini sociali e relazionali, e tanti altri campi e settori che la fantasia o la perversa inventiva possono tirare fuori.

Sarebbe forse utile analizzare i temi e le forme del turpiloquio: le scelte linguistiche, gli accostamenti analogici, la carica offensiva, anche la gestualità.
In tutto questo squallido repertorio, suscita una certa perplessità lo sconfinamento lessicale dal maschile al femminile.
Appare di per se stesso comico che una donna possa esprimersi con un linguaggio, tipicamente maschile; ma che possa attribuirsi parti del corpo che solo i maschi posseggono appare chiaramente comico: sfiora un sarcastico autolesionismo.
Anche in questo campo vige la contaminazione?

La formula linguistica, sostenuta dal riferimento alla sfera maschile, acquisterebbe così una carica maggiore, un’enfasi più alta?

La risposta non è facile perché il contesto comunicativo è imbevuto di modelli reiterati e proposti in tante occasioni.
La imitazione è inevitabile. La società del nostro tempo propone sempre modelli comunicativi forti dai quali non è possibile districarsi: essere di moda significa anche condividere modalità di esprimersi oscene e ripugnanti.

Una forma di sconfinamento linguistico e relazionale si riscontra in una novella pirandelliana “La realtà del sogno”.
Lo sconfinamento si realizza attraverso un patologico passaggio dal sogno alla realtà. La spinta sensuale e sessuale ha un ruolo determinante nel mondo pirandelliano: certe vicende narrate o rappresentate hanno come sottofondo una forma implicita o esplicita di sessualità.

In linea di massima, lo scrittore considera sottintesi questi motivi, anche se i personaggi ne vivono il forte condizionamento.

Nella novella “La realtà del sogno” (1914) compare uno sconfinamento rispetto ai canoni tradizionali di riferimento dello scrittore: quello che di solito è implicito, diventa esplicito con una forza ed una tensione espressiva mai prima accolta. “Le passava prima lievemente una mano sul volto.

Al tocco di quella mano ella faceva uno sforzo violento su se stessa per nascondere il brivido che le correva per tutta la persona, e non velare lo sguardo e tener fermi e impassibili gli occhi e appena sorridente la bocca.
Ed ecco, ora egli le accostava le dita alla bocca; le rovesciava delicatamente il labbro inferiore e annegava lì, nell’interno umidore, un bacio caldo, lungo, d’infinita dolcezza. Ella serrava i denti, s’inteneriva tutta per dominare il tremito, il fremito del corpo; e allora egli prendeva tranquillamente a denudarle il seno, e… Che c’era di male?

No no, nulla di male. Ma oh Dio, no … egli s’indugiava perfidamente nella carezza … no … troppo … e …Vinta, perduta, dapprima senza concedere, cominciava a cedere, non per forza di lui, no, ma per il languore spasimoso del suo stesso corpo; alla fine … Ah! Balzò dal sogno confusa, disfatta, tremante, piena di ribrezzo e d’orrore.” (L. Pirandello, Tutte le novelle a cura di Lucio Lugnani, vol. III, p. 73)



Apparso anche in facebook e su La Sicilia del 13 marzo 2022.
Zino Pecoraro

 
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