L'EOLICO IN ITALIA, VENTI PROPIZI
[img1dx]Il mese precedente abbiamo preso in esame la situazione degli impianti solari in Italia.

Vediamo ora di osservare più da vicino la situazione degli impianti eolici, ricordando quanto già detto ovvero che “l’eolico a causa delle variabilità dei venti, in Italia, è in grado di lavorare alla massima potenza per cui è stato progettato, solo per il 22%, quindi molto dipende dallo studio dei venti, dalla loro stagionalità, dalla continuità dei loro percorsi.

A questo proposito emblematico il caso della Germania che può vantare una capacità installata di pale eoliche tra le più elevate del continente. Senza vento però solo una minima parte di esse è attiva e quindi non producono energia.

Secondo alcuni recenti riscontri infatti in assenza di vento la Germania può contare solo su gas e carbone, emettendo oltre quattro volte di più rispetto alla Francia “nucleare” per ogni kilowattora generato e superando persino l’Italia. (Liberta.it 12 genn. 2022).
Vediamo innanzi tutto qualche dato italiano secondo le statistiche pubblicate da Terna:

La produzione nazionale lorda nel 2020 è stata pari a 280,5TWh, registrando un - 4,5% rispetto al 2019. In dettaglio la produzione è stata coperta per il 57,6% dalla termoelettrica non rinnovabile (in calo del -8,2% rispetto al 2019), per il 17,6% dall’idroelettrica (+2,8% rispetto al 2019) e per il restante 24,7% dalle fonti eolica, geotermica, fotovoltaica e bioenergie (eolica -7,1%, fotovoltaica +5,3%, geotermica -0,8% e bioenergie +0,4% rispetto al 2019).

In particolare per quanto riguarda l’eolico si contano 5660 impianti, per 7000 aerogeneratori circa, di varie taglie e potenze con una potenza effettiva lorda pari a 10.906 Gwh.

Sopra i 10 MW di potenza ci sono 313 impianti i per una potenza complessiva di poco più di 9 GW (dato relativo al 2019).
La maggior parte degli impianti è installato nel Sud Italia con in testa la Puglia, dove si trova una potenza di ben 2,5 GW, ma anche Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata.

Se si prende in considerazione il numero di impianti la prima regione è la Basilicata, che ne conta 1180, nella taglia 20-200 kW.
Inoltre il parco eolico più grande d'Italia è quello di Buddusò e Ala dei Sardi, in Sardegna.
Se si getta un occhio al mondo intero, con dati 2019 si registra una produzione totale di eolico pari a 623.802 Gw e in confronto a questo dato la produzione UE è pari al 192.689.

Meglio di noi la Germania 60.840 Gw, la Spagna con 25.864 Gw, il Regno Unito 25.083 Gw e la Francia 16.511 Gw.
Dedichiamo ora un po’ di attenzione agli aspetti autorizzativi che giocano un ruolo importante nel rallentare la realizzazione di nuovi impianti nel nostro paese.
Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), citata in un recente articolo da Francesco Sassi per Wired, i principali ostacoli che si frappongono a nuove autorizzazioni e quindi realizzazioni sono:

• l’allacciamento e integrazione alla rete elettrica delle infrastrutture,
• la macchinosità degli iter per ottenere i permessi alla costruzione di nuovi impianti.
• mancanza di disponibilità nella rete per supportare nuove immissioni di potenza.
• i rischi finanziari in cui si trovano gli istituti creditizi ad operare in tali contesti precari
• la bassa remunerazione economica.
• l’assenza di sostegno politico alla flessibilità delle fonti rinnovabili
• il difficile rapporto con le popolazioni locali, spesso contrarie soprattutto ai progetti eolici che talvolta hanno portato alla cancellazione o al grande ritardo di molti progetti già pianificati.

La materia è davvero complessa ed è difficile riassumerla in poche righe, in particolare l’iter autorizzativo è tale da scoraggiare qualunque operatore si voglia proporre, giacché le autorizzazioni previste dalla normativa vigente per la realizzazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili, secondo una interessante sintesi proposta da GSE. (Gestore servizi energetici) sono:

“Autorizzazione Unica (AU) - è il provvedimento introdotto dall'articolo 12 del D.Lgs. 387/2003 per l'autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da FER, al di sopra di prefissate soglie di potenza. L'AU, rilasciata al termine di un procedimento unico svolto nell'ambito della Conferenza dei Servizi alla quale partecipano tutte le amministrazioni interessate, costituisce titolo a costruire e a esercire l'impianto e, ove necessario, diventa variante allo strumento urbanistico. Il procedimento unico ha durata massima pari a 90 giorni al netto dei tempi previsti per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), laddove necessaria. La competenza per il rilascio dell'Autorizzazione Unica è in capo alle Regioni o alle Province da esse delegate.

Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) - è la procedura introdotta dal D.Lgs. 28/2011 in sostituzione della Denuncia di Inizio Attività (DIA). La PAS è utilizzabile per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da FER al di sotto di prefissate soglie di potenza (oltre le quali si ricorre alla AU) e per alcune tipologie di impianti di produzione di caldo e freddo da FER. La PAS deve essere presentata al Comune almeno 30 giorni prima dell'inizio lavori, accompagnata da una dettagliata relazione, a firma di un progettista abilitato, e dagli opportuni elaborati progettuali, attestanti anche la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. Per la PAS vale il meccanismo del silenzio assenso: trascorso il termine di 30 giorni dalla presentazione della PAS senza riscontri o notifiche da parte del Comune è possibile iniziare i lavori.

Comunicazione al Comune - è l'adempimento previsto per semplificare l'iter autorizzativo di alcune tipologie di piccoli impianti per la produzione di energia elettrica, calore e freddo da FER, assimilabili ad attività edilizia libera. La comunicazione di inizio lavori deve essere accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato. Non è necessario attendere 30 giorni prima di iniziare i lavori.

Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata - ai sensi dell’art. 6 bis del D.Lgs. 28/2011 prevede che siano realizzati mediante DILA le modifiche agli impianti esistenti e le modifiche dei progetti autorizzati che, senza incremento di area occupata dagli impianti e dalle opere connesse e a prescindere dalla potenza elettrica risultante a seguito dell’intervento, ricadono nelle categorie di cui alle lettere a), b), c), d) del medesimo comma. Il comma 3 prevede che siano realizzati mediante DILA anche nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati sulle coperture di fabbricati rurali, di edifici a uso produttivo e di edifici residenziali, nonché i progetti di nuovi impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di fabbricati rurali e di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto, a condizione che i fabbricati siano collocati fuori delle zone A di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e non siano tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

Attività in edilizia libera - ai sensi del DPR 380/2001, come modificato dal D.Lgs. 222/2016 “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), consentono l’installazione senza alcun titolo abilitativo di impianti fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al DM 1444/1968. L’installazione è libera fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e delle altre normative di settore in materia antisismica, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico”.

Occorre poi ricordare che In base alle scelte che le Regioni hanno compiuto nella delega di funzioni amministrative per gli impianti alimentati da FER, si articola lo specifico assetto regionale del riparto di competenze tra Regione e Province.
Forte di una intera vita professionale svolta negli enti pubblici territoriali occupandomi di ambiente (Provincia di Milano e Parco Adda Nord) ritengo che tali percorsi risultino altamente demotivanti per qualsivoglia operatore!

Infine, un dato che sembra smentire quanto appena detto, sostiene Luca Fraioli su Green and Blue di Repubblica “negli ultimi anni le aziende delle rinnovabili, dal 2018 a oggi le richieste di connessione sono cresciute del 297%. E solo nei primi dieci mesi del 2021 erano pervenute al gestore della rete ben 1439 nuove domande (974 per impianti fotovoltaici, 465 per pale eoliche)”

Sintetizzando: normative obsolete, la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni, discrezionalità nelle procedure di Valutazione di impatto ambientale, blocchi da parte delle sovrintendenze, norme regionali disomogenee tra loro; secondo quanto sostenuto Da Legambiente i tempi medi per ottenere l'autorizzazione alla realizzazione di un impianto eolico sono intorno ai 5 anni, contro i 6 mesi previsti dalla normativa, ergo quando i lavori si concludono, due anni circa, l’’impianto è obsoleto essendo stato concepito e progettato parecchi anni prima.

Una buona notizia: l’attuale crisi energetica, l’impennata dei costi delle bollette per gli utenti finali, hanno portato Il Governo a ulteriori misure di semplificazione e ad intervenire direttamente per sbloccare nuovi impianti eolici.

Un primo intervento è stato deciso lo scorso 18 febbraio, quando il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a 65,5 MW, attraverso la proroga alla VIA di un parco eolico nel comune di Melfi (PZ), da 34 MW; e autorizzando il progetto “Serra Giannina”, nei comuni di Genzano di Lucania e Banzi (PZ), per una capacità complessiva di. 31,5 MW.

A marzo di quest’anno sono stati autorizzati altri 418 MW appartenenti a:
• impianto eolico nel comune di Castelluccio dei Sauri (FG) da 43,2 MW;
• impianto eolico “Salice-La Paduletta”, nei comuni di Cerignola e Orta Nuova (FG) da 58,5 MW;
• impianto eolico nel comune di Sant’Agata di Puglia (FG) da 39,6 MW;
• impianto eolico “Montaratro”, nel comune di Troia (FG) da 121,9 MW;
• potenziamento del parco eolico “Nulvi Ploaghe” (SS) da 121,5 MW;
• proroga VIA del parco eolico “Corona Prima”, nel comune di Tricarico (MT) da 33 MW.

“Per completezza d’informazione – scrive l’esecutivo in una nota stampa – si sottolinea che a partire dalla fine del 2021 sono stati sbloccati impianti di energia per una potenza totale di 1,407 GW da fonti rinnovabili”.

Impianto eolico a Frigento. Fonte Wikipedia.
L’impianto della foto è relativo al parco eolico situato in località Molignana e Quattro Frati, nei comuni di Frigento e Sturno in provincia di Avellino, ad una quota di circa 850 m. s.l.m. in un contesto morfologico caratterizzato da creste in corrispondenza di superfici subpianeggianti.
Si segnala infine che Renexia del Gruppo TOTO ha recentemente informato di avere completato i lavori di posizionamento della prima delle 10 turbine del parco Beleolico, un aerogeneratore a fondamenta fisse da 3 MW di capacità, posizionato nella rada del porto di Taranto.
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Qui sorgerà il primo parco eolico offshore d’Italia a a circa 100 metri dalla costa su uno specchio acqueo di oltre 130.000 metri quadrati.

Produrrà energia pulita per 58 mila MW, pari al fabbisogno di 60 mila persone, il che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista, consentirà un risparmio di circa 730 mila tonnellate di Co2. (Fonte Corriere di Taranto)

In conclusione, siamo tra le ultime della classe in Europa, le ragioni sono tante, in primis la necessità di trovare siti pienamente adatti allo sfruttamento dei venti (e non fare come la Germania) porta a tempi lunghi, quindi nessuna demagogia, ma anche nessun nimby (Not In My Back Yard, "Non nel mio cortile").

Le sirene del nucleare di ultima generazione e del ritorno parziale al carbone sono già in azione.
Necessità di semplificare le procedure mantenendo però centrale il parere e la volontà dei portatori di interessi locali, pubblici e privati, nelle conferenze di servizio.

Dice Legambiente attraverso il suo Direttore Stefano Ciafani: "La transizione energetica si farà se finiranno sia il gioco delle parti tra ministeri, che la guerra degli enti locali.

Il ministro Franceschini deve fissare regole chiare sulla semplificazione delle autorizzazioni del fotovoltaico integrato sui tetti nei centri storici, perché altrimenti le Soprintendenze continueranno a dire sempre no. E ne beneficerà chi vuole fare fotovoltaico a terra oppure nuove centrali a gas".

Un ulteriore contributo alla velocizzazione viene dal meccanismo delle "aree non idonee": le Regioni devono comunicare al governo dove non si possono realizzare impianti eolici o fotovoltaici. Il che significa che poi non ci si può più opporre se pannelli o pale vengono collocate su terreni non inclusi nell'elenco delle "aree non idonee”.

E ’necessario poi, operare dal versante della domanda di energia, favorendo comportamenti risparmiosi, favorendo l’utilizzo di elettrodomestici ed apparecchiature di classe energetica elevata, intervenendo, se del caso, per limitare il consumo delle famiglie, delle attività produttive industriali ed agricole , ma soprattutto della illuminazione civile nelle città dove sono tanti i miglioramenti che potrebbero essere introdotti.



Fonti:
Wikipedia,
Youtube,
Terna.it,
Wired, G.S.E.,
Legambiente.it,
Rinnovabili.it,
Energreen.it,
Quale Energia.it,
Green and Blue
La Repubblica,
l’Economia-
Corriere della Sera,
Libertà.it,
CorrierediTaranto.it
Sergio Saladini