LA CASTAGNA CHE GUARISCE I CAVALLI
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"Cuore di legno" di Primo Levi

Il mio vicino di casa è robusto.
E' un ippocastano di Corso Re Umberto;
ha la mia età ma non la dimostra.
Alberga passeri e merli, e non ha vergogna,
in aprile, di spingere gemme e foglie,
fiori fragili a maggio;
a settembre ricci dalle spine innocue
con dentro lucide castagne tànniche.
E' un impostore, ma ingenuo: vuole farsi credere
emulo del suo bravo fratello di montagna
signore di frutti dolci e di funghi preziosi.
Non vive bene.
Gli calpestano le radici
i tram numero otto e diciannove
ogni cinque minuti; ne rimane intronato
e cresce storto, come se volesse andarsene.
Anno per anno, succhia lenti veleni
dal sottosuolo saturo di metano,
è abbeverato d'orina di cani.
Le rughe del suo sughero sono intasate
dalla polvere settica dei viali;
sotto la scorza pendono crisalidi
morte, che non diventeranno mai farfalle.
Eppure, nel suo torpido cuore di legno
sente e gode il tornare delle stagioni.

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L’Ippocastano (Aesculus hippocastanum) conosciuto anche come Castagno d’India, Marrone d’India, Castagna amara, Castagna cavallina, Falso castagno, è un grande albero che si può vedere comunemente lungo i viali di città o nei grandi parchi dove le sue chiome creano grandi zone d’ombra.

E’ un albero imponente e vigoroso con forma piramidale e nella maggior parte dei casi arrivano ad altezze fino a 30 metri.
Viene considerato dai botanici un testimone antichissimo dell’era terziaria e quindi fra gli spettatori più illustri e longevi della nascita della civiltà.

L’Ippocastano è originario dei Balcani e della Grecia. Oggi è però ampiamente diffusa in tutte le zone temperate del Vecchio Continente.

La sua introduzione in Europa, è attribuita a Charles de l’Écluse nel 1591 dove pose a dimora la pianta nei giardini imperiali viennesi dopo aver ricevuto alcuni semi dall’ambasciatore del Sacro Impero Von Ungnad, che si trovava in Turchia. Mentre nel 1615 Bachelier lo portò in Francia raccogliendo alcuni semi dell’albero a Costantinopoli e piantandoli nel giardino del Palais de Soubise, nel Marais, a Parigi.
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Il suo nome deriva dal fatto che i suoi frutti, non commestibili per l’uomo, erano invece utilizzati come medicinale per i cavalli : la denominazione è rimasta poi nell’italiano Ippocastano e nell’inglese Horse-chestnut.

L’ippocastano è forse uno degli alberi che meglio si adatta a qualsiasi tipo di ambiente e territorio. Infatti, è molto resistente anche agli agenti inquinanti, ai quali reagisce colorando di rosso i bordi delle foglie.

L’Ippocastano è un albero bellissimo in ogni stagione.
In primavera fa una grande fioritura infatti i suoi grandi fiori a forma cilindrica (possono raggiungere anche i 20 cm.) di colore rosa intenso o bianco ornano l’albero attirando le api. La chioma è molto ampia raggiunge anche gli 8-10 metri di diametro restando molto compatta. Cresce facilmente dalla pianura fino alle quote più elevate, dai climi secchi a quelli freddi e dai terreni fertili a quelli più aridi o acidi.

La principale peculiarità dell’ippocastano è data dal suo frutto, soprannominato ‘castagna matta’ o castagna dell’India, frutto tossico per l’uomo, ma commestibile per alcuni animali. Una antica leggenda contadina narra che, tenere in tasca una castagna matta, ti aiuta a prevenire il raffreddore.

L’estratto della sua corteccia veniva adoperato per tingere le lane in giallo più o meno carico; col decotto di rami giovani e di foglie invece si otteneva un color cannella.

In Inghilterra le castagne matte sono usate per un gioco tradizionale di nome Conkers. Il gioco consiste nell’infilare una cordicella in una castagna matta, e con questo pendolo sfidarsi a colpire reciprocamente la castagna dell’avversario finché rompe.

Uno degli ippocastani più famosi del mondo si trovava ad Amsterdam ed era l’albero che Anna Frank guardava dalla sua finestra di prigionia.
L’albero (malato) crollò nel 2010 ma da lui sono stato creati tanti alberi cloni, che sono stati piantati in tutto il mondo, anche in alcune scuole italiane.
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Fonti:
www.sperimento.it/scheda/ippocastano/
www.tuttogreen.it/ippocastano
www.artenaturamilano.it/pageshort.php/it/
it.wikipedia.org/wiki/Aesculus_
www.giocabosco.it/la-leggenda-della-castagna-matta
lajeunebotaniste.com/2020/05/11/lippocastano
www.erbecedario.it/it/ippocastano


(foto naturalistiche Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti