DI NECESSITA', VIRTU'
L’invasione della Russia , la conseguente guerra in Ucraina, le contromisure occidentali in termini sanzioni, oltre alle conseguenze in termini di vittime, per lo più innocenti, alle conseguenze politiche che si protrarranno per un lungo periodo, hanno inevitabilmente riportato ad evidenza la forte dipendenza delle economie europee delle fonti non rinnovabili provenienti dalla Russia , ovvero petrolio e gas.
Il re è nudo.
I percorsi di emancipazione verso l’utilizzo di materie prime non rinnovabile si è fatto per certi versi più difficile, sicuramente più lungo.
In articoli precedenti ci siamo occupati, per quanto riguarda il nostro paese, di energia solare, eolica, di utilizzo corretto delle biomasse.
Qui vogliamo spostare l’attenzione su il forte stimolo che hanno avuto invenzioni ed iniziative di piccole e medie imprese alla ricerca di più performanti soluzioni o addirittura di nuove strade da seguire.
Segnala Greenme l’uscita sul mercato da parte di una piccola azienda vicentina, la Dyaqua, del “Coppo Invisible Solar". formato da un corpo unico, indivisibile, dotato di un’altissima resistenza… che nasconde e protegge le celle fotovoltaiche inglobate al suo interno
Infatti, il funzionamento dei moduli si basa sul principio della bassa densità molecolare.
Ciascun modulo è formato inoltre con un composto polimerico atossico e riciclabile, appositamente lavorato per incentivare l’assorbimento dei fotoni, e al suo interno vengono incorporate delle normali celle di silicio monocristallino.
Un coppo all’apparenza simile ai tanti che ricoprono i tetti delle nostre case soprattutto nei tanti centri storici e nelle piccole città del nostro paese, in particolare si segnala che laddove vincoli paesaggistici hanno sino ad ora negato la possibilità di dotarsi di fotovoltaico, questa soluzione costituisce una risposta esaudiente.
“ Non a caso la prima installazione pilota, datata 2018, fu all’interno del Parco Archeologico di Pompei, presso la Domus dei Vetti, parte del più ampio progetto ’Smart archeological park’, . iniziativa congiunta tra il Ministero dei Beni Culturali e il CNR”.

coppo-invisible-solar

Fonti:
Greenme,
Dyaqua

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Sempre in tema di sfruttamento dell’energia solare si segnala quanto riportato dal sito ohga.it, in merito ad un tessuto fotovoltaico che come un normale tessuto può essere usato per dare ombra e dall’altro è in grado di immagazzinare energia solare per utilizzarla poi in forma di elettricità.
“Si chiama Lumiweave, si trova a Tel Aviv ed è stato inventato da Anai Green. È stato inoltre selezionato come uno dei quattro progetti vincitori della Women4Climate Tech International Challenge

“Per ora questa tecnologia sta venendo testata a Tel Aviv, città israeliana particolarmente attenta alle innovazioni tecnologiche e allo sviluppo urbano, e i risultati sono promettenti.
Essendo, di fatto, una tenda per l'ombreggiamento urbano, prima di tutto il tessuto abbassa la temperatura degli ambienti, anche esterni.
Non si tratta, inoltre, di una cella fotovoltaica complessa, ma di un semplice tessuto facilmente installabile, che allo stesso tempo restituisce luce notturna evitando di adottare ulteriori infrastrutture elettriche.
Il suo sistema di alimentazione è autonomo, e quindi slegato dal resto delle strutture, rendendo di fatto Lumiweave indipendente e semplice, adatto a tutti gli spazi.”
Evidenti i grandi benefici che si potrebbero ottenere nel caso di un utilizzo estensivo in aree particolarmente soleggiate per contrastare il cambiamento climatico visto anche il minore utilizzo di condizionatori e conseguenti emissioni.

Fonte:
ohga.it.

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Sempre da Greenme si apprende che “ un gruppo di ricerca della Stanford University (California, Usa) è riuscito a costruire un pannello solare in grado di produrre energia elettrica anche di notte, comunque senza diretto irraggiamento e senza ricorrere a batterie di stoccaggio”
Il lavoro è stato finanziato dall’U.S. Department of Energy No. DE-FG-07ER46426 e dallo Strategic Energy Alliance program della Stanford University, e pubblicato su Applied Physics Letters.”

Fonte:
Greenme

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Come in America, ricercatori australiani, hanno messo a punto speciali pannelli solari in grado di funzionare anche di notte.
I raggi solari riscaldano significativamente la superficie terrestre durante il giorno, e questa energia viene dispersa durante la notte…..
I ricercatori hanno testato con successo un dispositivo che è in grado di convertire il calore infrarosso in energia elettrica, in modo da sfruttare la potenza energivora del sole anche quando questo non splende sopra le nostre teste.
Ora, i ricercatori della School of Photovoltaic and Renewable Energy Engineering dell’UNSW di Sidney hanno testato con successo un dispositivo in grado di convertire il calore infrarosso in energia elettrica.
Il team, compresi i membri dell'ARC Centre of Excellence in Exciton Science, ha utilizzato un dispositivo di generazione di energia chiamato "diodo termo-radiativo", che è simile alla tecnologia degli occhiali per la visione notturna.
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Per ora il dispositivo è stato in grado di produrre una quantità irrisoria di energia elettrica – solo lo 0,001% dell’energia prodotta da una normale cella solare, tuttavia il primo passo in una nuova direzione è stato fatto.
Nei prossimi anni questa tecnologia potrà essere migliorata fino a raggiungere risultati certamente più soddisfacenti, fornendoci la possibilità di produrre energia pulita anche di notte.

Fonti
Greenme,
Exciton Science/ACS Photonics

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Si segnala infine che l’Unione Europea, ha deciso di rendere i pannelli fotovoltaici obbligatori entro il 2030, ciò alfine di rendere l’Europa il più possibile indipendente dai combustibili fossili, per la maggior parte importati dalla Russia.
Si ricorda infatti che Il 40% del gas naturale consumato in Europa oggi, proviene dalla Russia con un costo che si aggira intorno ai 110 milioni di dollari al giorno.
Secondo il Financial Time i pannelli saranno obbligatori per tutti i nuovi immobili pubblici e privati, mentre si dovranno semplificare le procedure burocratiche per l'implementazione di parchi eolici e solari. (piano Repower UE).
“Il documento indicherà le strategie necessarie per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico “… entro il 2030, più della metà dell’energia totale dovrà essere generata da fonti rinnovabili: il piano iniziale per tagliare del 55% (rispetto al 1990) le emissioni di carbonio prevedeva il 40% di rinnovabili entro il 2030, ma per via della guerra l’Unione europea è stata costretta a rimodellare le proprie strategie
…RepowerEU potrebbe poi costringere gli Stati membri a designare delle zone ad hoc per la costruzione di parchi eolici e solari, che potrebbero giovare di un percorso di approvazione accelerato…gli Stati membri dovranno istituire programmi nazionali per garantire un «rapido e massiccio dispiegamento di pannelli solari sugli edifici, soprattutto quelli ad alto consumo energetico». Questi interventi, secondo il Financial Times, dovranno coinvolgere anche gli edifici pubblici idonei, dalle scuole agli uffici.”

Fonti:
Financial Time,
Linkiesta.it
Sergio Saladini